Urban and Street Photography

È delle città come dei sogni: tutto l'immaginabile può essere sognato ma anche il sogno più inatteso è un rebus che nasconde un desiderio oppure il suo rovescio, una paura. Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure. 

It is of the cities like of the dreams: everything imaginable can be dreamed but even the most unexpected dream is a rebus that hides a desire or its reverse side, a fear. Cities like dreams are built of desires and fears.

Italo Calvino


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La giungla urbana

Per parlare di fotografia urbana, parto dal mio quotidiano, dalla mia città, Parma, o meglio della città dove ogni giorno mi reco per lavoro: un piccolo viaggio quotidiano che se opportunamente sfruttato, offre molte opportunità e non è tempo di vita sprecato, a patto di farlo e di viverlo in un certo modo.

Da qualche anno ormai ho abbandonato, per scelta, l'uso dell'auto per andare al lavoro, e in generale per andare ovunque ci si possa arrivare con altri mezzi. Faccio un tragitto in treno portando con me la mia fedele biciclettina, ed in città mi muovo pedalando. Ho abbandonato tutto lo stress della guida nel traffico, le code sempre presenti per i più disparati motivi, l'ansia da parcheggio, le persone incazzate e nervose fin dal primo mattino, gli agguati e le trappole dei vigili urbani (anche loro fanno urban photography, ma offrono un servizio molto costoso e di bassa qualità artistica). inoltre si rischia la vita sulla strada, e alla fine dei conti tra andare e tornare, è minimo un'ora di vita al giorno che si butta via.

Viaggiando in treno e in bici invece, posso occupare il tempo del viaggio per leggere, faccio attività fisica, trovo un sacco di spunti per fotografare, faccio due chiacchere con il barista, con la panettiera, con la giornalaia, insomma ne guadagno su ogni fronte: in qualità di vita, in tempo a disposizione, in salute, in rapporti umani, in fotografia !

La maggior parte delle immagini scattate nella mia città infatti sono proprio attimi catturati nel lasso di tempo del tragitto casa-lavoro, che cambio quasi ogni giorno, rappresentano una sorta di diario quasi quotidiano raccontato per immagini. 


E' sotto gli occhi di tutti che le nostre città, soprattutto le grandi città, siano ormai luoghi spesso abbandonati a se stessi, luoghi pieni di contraddizioni e di contrasti. Ci sono contrasti piacevoli ed artistici, come la stratificazione storica, il contrasto tra l'antico e il moderno, e contrasti meno piacevoli, ma sicuramente molto più significativi, come quello tra ricchi e poveri, dove poi non si è ancora ben capito in cosa consista la vera ricchezza (denaro, felicità, serenità, pace interiore? ) e dove sia la vera povertà (difficoltà ad arrivare a fine mese, insuccesso sociale, ignoranza, solitudine, superficialità? ).

Al di là della bellezza di facciata di alcuni luoghi simbolo, piazze e monumenti principali, mi piace ricercare i particolari meno evidenti, il suolo stesso che tutti calpestiamo senza prestarci alcuna attenzione, e che invece rivela tutto un mondo parallelo che ignoriamo.  

Uno dei miei soggetti urbani preferiti, sono poi i murales, i graffiti e i pensieri scritti sui muri, alcuni sono vere e proprie opere d'arte, altri urla di disperazione, altri ancora manifestazioni di ignoranza e sfregio, comunque espressione di un malessere interiore, delle urla in un mondo di sordi. Alcune frasi poi sono vere perle di saggezza o  addirittura frammenti di sociologia ! Li vedo come una versione moderna dei romantici messaggi rinchiusi nella bottiglia ed affidati al mare.

Mi piace molto ritrarre le persone indaffarate nelle loro attività quotidiane, come se stessi guardando con gli occhi curiosi di un bambino un piccolo presepe moderno e profano. A volte mi fermo in un angolo suggestivo, mi apposto, e aspetto, aspetto che succeda qualcosa che animi la scenografia, e basta solo un po di pazienza, e state sicuri che qualcosa succede, sempre (o quasi): questo mio comportamento a volte genera sospetti e le persone normali mi guardano in modo strano, ma io ricambio fieramente e guardo in modo strano la loro normalità !

Mi affascinano quei frammenti di natura spontanea che si manifestano negli angoli più disparati, fiori che sbocciano dalle crepe dei muri o tenere e spavalde foglioline che fanno capolino dai tombini, affacciandosi al cielo e al sole senza timore, sicure di poter contare sulla nostra indifferenza.


Mi piace ricercare quei particolari che evidenziano la presenza di un sottobosco umano, di una fauna che vive borderline, sulla linea di confine tra luce e ombra, dove si manifestano le differenze, in un mondo che ci vorrebbe tutti uguali. 

Fotografo molto le biciclette, sono romantiche, secondo me hanno una loro anima, una loro poesia, come se fossero intimamente legate ai loro proprietari, fedeli compagne di quotidiane avventure. 

Molto di meno fotografo invece le macchine, che percepisco come la proiezione all'esterno dell'arroganza e della presunzione dell'animo umano.  Delle macchine, mi piacciono solo i fanali nella notte, queste luci abbaglianti che arrivano, sfrecciano e poi scompaiono ingoiate dal buio, un po come le nostre vite: scintille che brillano illuminando brevemente un universo buio. Se qualcuno le fotografa, lasciano una scia, altrimenti non rimane nulla. Leggetela come una metafora, la fotografia, come qualsiasi altra attività creativa e frutto di una passione sincera, può illuminare la tua vita, e non solo la tua, e può far si che la luce della tua scintilla lasci una scia, un segno, e allora forse non sarà tutto perduto.

La città insomma è un teatro, una scenografia, animata dai personaggi più disparati, e dove quotidianamente va in scena lo spettacolo della vita, quella "semplice", quotidiana, concreta, di tutti noi. Penso, e spero, che in queste fotografie, ognuno possa ritrovare una piccola parte di sé. 

Urban jungle

To talk about urban photography, I start from my daily life, from my city, Parma, or rather the city where I go every day for work: a small daily trip that, if properly exploited, offers many opportunities and is not wasted life time, if you do and live it in a certain way.

For some years now I have abandoned, by choice, the use of the car to go to work, and in general to go wherever you can get there by other means. I reach te city by train and ride taking my faithful little bicycle with me, pedaling around the city. I abandoned all the stress of driving in traffic, the queues always present for the most disparate reasons, the anxiety of parking, the angry and nervous people from the early morning, the ambushes and traps of the traffic police (they also do urban photography , but they offer a very expensive and low artistic quality service). moreover, you risk your life on the road, and at the end of the day between going and coming back, it is at least an hour of life a day that you throw away.

Traveling by train and by bike, on the other hand, I can occupy the time of the journey to read, I do physical activity, I find a lot of ideas for taking pictures, I have a chat with the bartender, with the baker, with the newsagent, in short, I earn money on every front: in quality of life, in time available, in health, in human relationships, in photography !

In fact, most of the images taken in my city are moments captured in the time frame of the journey from home to work, which I change almost every day, they represent a sort of almost daily diary told through images.

It is clear to everyone that our cities, especially large cities, are now places often left to themselves, places full of contradictions and contrasts. There are pleasant and artistic contrasts, such as the historical stratification, the contrast between the ancient and the modern, and less pleasant, but certainly much more significant contrasts, such as that between rich and poor, where it is not yet well understood in what consists the true wealth (money, happiness, serenity, inner peace?) and where is true poverty (difficulty in reaching the end of the month, social failure, ignorance, loneliness, superficiality?).

Beyond the beauty of the façade of some symbolic places, squares and main monuments, I like to search for the less evident details, for example the ground that we all walk on without paying any attention, and which instead reveals a whole parallel world that we ignore.

One of my favorite urban subjects are the murals, graffiti and thoughts written on the walls, some are real works of art, others screams of desperation, others still manifestations of ignorance and disfigurement, however an expression of an inner malaise, screams in a world of the deaf. Some phrases are also true pearls of wisdom or even fragments of sociology ! I see them as a modern version of the romantic messages locked in the bottle and entrusted to the sea.

I really like to portray people busy in their daily activities, as if I were looking with the curious eyes of a child at a small modern and profane nativity scene. Sometimes I stop in a suggestive corner, I affix myself, and I wait, I wait for something to happen that animates the scenography, and all it takes is a little patience, and you can be sure that something happens, always (or almost): this behavior of mine sometimes it generates suspicion and normal people look at me oddly, but I proudly reciprocate and look oddly at their normalcy !

I am fascinated by those fragments of spontaneous nature that manifest themselves in the most disparate corners, flowers that bloom from the cracks in the walls or tender and bold leaves that peep out from the manholes, looking out to the sky and the sun without fear, sure of being able to count on our indifference.

I like to search for those details that highlight the presence of a human undergrowth, of a fauna that lives borderline, on the borderline between light and shadow, where differences manifest themselves, in a world that would like us all to be the same.

I photograph bicycles a lot, they are romantic, in my opinion they have their own soul, their own poetry, as if they were intimately linked to their owners, faithful companions of daily adventures.


On the contrary I photograph the cars less, which I perceive as the projection outside the arrogance and presumption of the human soul. Of cars, I only like the headlights in the night, these dazzling lights that come, speed and then disappear swallowed by the dark, a bit like our lives: sparks that shine briefly illuminating a dark universe. If someone photographs them, they leave a trail, otherwise nothing remains. Read it as a metaphor, photography, like any other creative activity and the result of a sincere passion, can illuminate your life, and not only yours, and can make the light of your spark leave a trail, a sign, and then perhaps all will not be lost.

In short, the city is a theater, a scenography, animated by the most disparate characters, and where the spectacle of life is staged daily, the "simple" life, daily, concrete one of all of us. I think, and I hope, that in these photographs, everyone can find a small part of themselves.


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Ecco alcuni link interessanti legati alla tematica urban - Here some interesting links about urban theme :

- BIBBIA D'ASFALTO: POESIA URBANA E AUTOSTRADALE

- ERODOTO108: POESIE SUI MURI

- URBAN & CITY PHOTOGRAPHY: 70 EXAMPLES