en-Cos'è la fantasia ?  What is fantasy ?

04/04/2022

Il Domenicano Bianco di Gustav Meyrink

for english scroll down the page, please >>>


Forse il significato della vita è porsi delle domande, più che trovare delle risposte !

Spesso mi son chiesto anch'io cosa sia esattamente la fantasia, da dove scaturisca, se siano propriamente pensieri totalmente inventati o se piuttosto non abbiano qualche altra oscura origine, se non siano reminescente di altri nostri passati sepolti nel nostro incoscio o qualche forma di pensiero collettivo ancestrale.

Oggi scopro questo scrittore alquanto interessante, grazie ad una collana di volumi sul fantasy cui sono abbonato in edicola, e vi riporto le parole dell'introduzione, che quando le ho lette mi hanno molto colpito in quanto riflettono alla perfezione il mio pensiero sulla fantasia, per l'appunto. 

Se voltete approfondire l'autore (ne vale la pena), vi consiglio di leggere questa pagina >>>  Il misterioso Gustav Mayrink

Una bella scoperta questo autore, ed anche gli altri suoi titoli suonano moltro accattivanti: Il Golem, La casa dell'alchimista, L'angelo della finesta d'occidente, Dentro la maschera e Il volto verde.


Tratto dall'introduzione de  Il domenicano bianco di Gustav Meyrink (pseudonimo di Gustav Meyer) :

" Che cosa sia la fantasia, ognuno crede di saperlo, ma che esistano categorie dell'immaginazione stranissime lo sospettano soltanto in pochi.

Che cosa di dovrebbe dire quando, per esempio, la mano, questo strumento del cervello apparentemente così docile, improvvisamente si rifiuta di scrivere il nome dell'eroe della storia che uno ha inventato e ne sceglie ostinatamente un altro ? Non ci si dovrebbe automaticamente meravigliare e domandarsi  <<  Creo realmente io o, alla fine, la mia immaginazione è solo una specie di magico apparato ricevente? Qualcosa di simile a ciò che nel campo della telegrafia senza fili è chiamato un'antenna ? >>

Ci sono stati casi di persone che si sono alzate di notte, nel sonno, e hanno portato a termine scritti che la sera prima, sfinite per le pratiche della giornata, avevano lasciato incompiuti, e svolgevano compiti meglio di quanto probabilmente sarebbero stati in grado di fare da svegli.

Si ama spiegare cose simili con le parole <<Il subconscio, di solito dormiente, è venuto in soccorso>>, se accade qualcosa del genere a Lourdes, si dice  << La Madre di Dio ha prestato soccorso >> , chissà, forse il subconscio e la Madre di Dio sono la stessa cosa. (...)

Nel presente romanzo, un certo Cristoforo Colombaia interpreta il ruolo di una persona vivente. Non sono mai riuscito a scoprire se egli sia mai vissuto, dalla mia fantasia certamente non è sorto, questo lo credo fermamente. (...)  Avevo in testa il romanzo, terminato in tutti i dettagli, e avevo cominciato a scriverlo, poi mi sono accorto - solo più tardi, quando ho letto la trascrizione! - che il nome "Colombaia" si era insinuato senza che ne rendessi conto

Ma non è tutto: le frasi che avevo programmato di mettere su carta sono cambiate sotto la penna e hanno espresso qualcosa di completamente diverso da quello che avrei voluto dire, ne seguì una lotta tra me e l'invisibile "Cristoforo Colombaia" in cui quest'ultimo, alla fine, ebbe il sopravvento. 

Avevo progettato di descrivere una piccola città, che vive nella mia memoria: si è trasformata in un'immagine completamente diversa, un'immagine che oggi mi sta davanti in modo più nitido di quella che ho vissuto realmente.

Alla fine non ebbi altra scelta che lasciare all'influsso, che si è dato il nome di Cristoforo Colombaia, la sua volontà, che prestargli, per così dire, la mia mano per scrivere e cancellar dal libro tutto ciò che era sorto dalla mia ispirazione. (...)

E la figura di Cristoforo Colombaia è soltanto il suo messaggero, è un simbolo, è la maschera che appare come personalità di una forza informe ? Ai sapientoni, così orgogliosi de loro "essere padroni a casa propria", il pensiero che l'uomo sia solo una marionetta apparirà certamente ripugnante.

Quando sono stato preso da sentimenti simili, un giorno nel bel mezzo della scrittura, improvvisamente mi è venuto in mente il pensiero: questo Cristoforo Colombaia è forse soltanto qualcosa come un io separato da me stesso ?  (...) Come se quell'invisibile avesse lette nel mio cervello, ha immediatamente interrotto il corso della storia e, usando la mia mano che scriveva, ha inframezzato la strana risposta:  "Lei è, come tutte le persone che, come lei, pensano di essere individui, forse qualcosa di diverso da un "io scisso" ? La scissione da quel grande Io che si chama Dio ?" (...)

Da allora in poi rinunciai alla speranza di svelare il segreto e allo stesso tempo respinsi ogni speculazione che alla fine io petessi - presupponendo l'antica teoria secondo cui l'uomo si incarna più volte sulla terra - essere stato quel Cristoforo Colombaia in una vita precedente !

La cosa che mi piacerebbe di più sarebbe credere che quel qualcosa che ha guidato la ma mano è una forza eterna, libera, ripostante in se stessa, liberata da ogni diegno e forma. (...) Spesso ho avuto lo stano pensiero: egli vive al di là del tempo e dello spazio... " 


Ecco, in queste parole sono espresse tutte le domande e le sensazioni che spesso mi frullano per la testa, e il concetto che l'essere umano possa essere paragonato ad un'antenna ricevente, mi ricorda quegli stessi confusi pensieri che ho visto scritti con un chiodo sul muro dell'ex ospedale psichiatrico di Volterra da un paziente divenuto famoso, Fernando Nannetti

"I fantasmi sono furmidabili dopo la sua seconda apparizione prende sembianze materiali, le ombre... sono vive sotto cosmo così il disegno le immagina. L'uomo invisibile armato con fibbia catodica così anche gli animali / Telequadrante a scariche cosmiche e nubifragiche ombrose intercontinentali / Stelle della Via Lattea / Il vetro le lamiere i metalli il legno le ossa dell'essere umano e animale e l'occhio e lo spirito si controllano attraverso il riflessivo fascio magnetico catodico sono materie viventi le immagini che hanno una temperatura e muoiono anche due volte / Telestazioni in collegamento diretto telepatico ..."   

(dal volume "N.O.F.4 Il libro della vita" a cura di Mino Trafeli, Pacini Editore Pisa)

Intuizioni forse un po' confuse, ma probabilmente molto profonde e "vere", forse più vere di tanta scienza meccanicista, fredda e vuota.

What is fantasy ? 

Maybe the meaning of life is asking questions, rather than finding answers !

I too often wondered what exactly fantasy is, where does it come from, if they are actually totally invented thoughts or if they do not have some other obscure origin, if they are not reminiscent of our other pasts buried in our unconscious or some form of thought ancestral collective.

Today I discover this rather interesting writer, thanks to a series of volumes on fantasy which I have subscribed to on newsstands, and I bring you the words of the introduction, which when I read them impressed me very much as they perfectly reflect my thoughts on fantasy, precisely.


Taken from the introduction of The White Dominican by Gustav Meyrink (pseudonym of Gustav Meyer):

"Everyone thinks they know what fantasy is, but only a few suspect that there are very strange categories of imagination.
What should one say when, for example, the hand, this seemingly docile brain tool, suddenly refuses to write the name of the hero of the story one has invented and stubbornly chooses another? One should not automatically wonder and wonder << Am I really creating or, in the end, is my imagination just a kind of magical receiving apparatus? Something similar to what in the field of wireless telegraphy is called an antenna? >>

There have been cases of people getting up at night, in their sleep, and completing writings that the night before, exhausted from the day's works, they had left unfinished, and doing tasks better than they probably would have been able to do being awake.

People like to explain similar things with the words << The subconscious, usually dormant, came to the rescue >>, if something like this happens in Lourdes, they say << The Mother of God has given help >>, who knows, maybe the subconscious and the Mother of God are the same. (...)

In the present novel, a certain Cristoforo Colombaia plays the role of a living person. I have never been able to find out if he ever lived, he certainly did not arise from my fantasy, I firmly believe this. (...) I had the novel in mind, finished in all its details, and I had started writing it, then I realized - only later, when I read the transcript! - that the name "Colombaia" had crept in without my realizing it

But that's not all: the sentences I had planned to put on paper changed under the pen and expressed something completely different from what I wanted to say, a fight ensued between me and the invisible "Cristoforo Colombaia" in which quest the latter, in the end, had the upper hand.

I had planned to describe a small town, which lives in my memory: it has transformed into a completely different image, an image that stands before me today more clearly than the one I actually experienced.

In the end I had no other choice to leave to this influence, who has given himself the name of Cristoforo Colombaia, than to lend him, so to speak, my hand to write and erase from the book everything that had arisen from mine. inspiration. (...)

And the figure of Cristoforo Colombaia is only his messenger, is it a symbol, is it the mask that appears as the personality of a shapeless force? To pundits, so proud of their "being masters at home", the thought that man is just a puppet will certainly appear repugnant.

When I was taken by similar feelings, one day in the middle of writing, the thought suddenly came to my mind: is this Cristoforo Colombaia just something like an I separated from myself? (...) As if that invisible had read in my brain, he immediately interrupted the course of history and, using my writing hand, he prompted to write this strange answer: "She is, like all people who, like her , do they think they are individuals, perhaps something other than a "split me"? The split from that great ego that calls itself God? " (...)

From then on I gave up hope of unveiling the secret and at the same time rejected any speculation that I eventually I thought - assuming the ancient theory that man is incarnated several times on earth - to have beenthat I had been that Christopher Dovecote in a previous life. !

The thing I would like most would be to believe that that something that guided my hand is an eternal force, free, withdrawn in itself, freed from every shape and form. (...) I have often had the strange thought: he lives beyond time and space ... "


Here, in these words are expressed all the questions and feelings that often whirl through my head, and the concept that the human being can be compared to a receiving antenna reminds me of those same confused thoughts that I have seen written with a nail on the wall of the former psychiatric hospital of Volterra by a patient who became famous, Fernando Nannetti:

"The ghosts are furmidabili after its second appearance it takes material semblances, the shadows ... they are alive under the cosmos so the drawing imagines them. The invisible man armed with a cathodic buckle as well as the animals / Telequadrant with cosmic discharges and shadowy intercontinental clouds / Stars of the Milky Way / Glass sheets metals wood bones of human and animal beings and the eye and spirit are controlled through the reflective magnetic cathode beam are living materials images that have a temperature and even two die times / Telestations in direct telepathic connection ... "

(from the volume "N.O.F.4 The book of life" edited by Mino Trafeli, Pacini Editore Pisa)

Perhaps a little confused intuitions, but probably very deep and "true", perhaps more true than so much mechanistic science, cold and empty.