Il lungo viaggio del Taro

01.04.2022

Dal monte Penna al Po attraverso 100 immagini e 4 stagioni

From Penna mount to the Po river through 100 images and 4 seasons


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Il fiume attraversa tempi e luoghi, con il suo incedere senza sosta ed il suo mormorio incessante: spinge, scava, smuove e cerca la sua via, superando ogni ostacolo con ostinata caparbietà.

Il fiume è un amico fidato, dal carattere un po' lunatico, che va assecondato, ma è una presenza sicura sempre li ad accoglierti, sempre disposto ad ascoltare i tuoi pensieri, a condividere i tuoi stati d'animo, sempre pronto a soprenderti e ad allietarti la giornata con un sorriso, una sorpresa, un regalo.

E' anche saggio, di una saggezza antica, che non muta d'opinione o di valori con il girar del vento, sempre fedele a se stesso, sempre uguale ma sempre diverso e mutevole, come l'apparenza della vita: corre e avanza senza rincorrer effimere modernità, come si suol ad ogni uomo degno di portare tale nome, dandone con il suo corso vivente testimonianza. 

Il fiume non è mai solo, il fiume è un Re con tutta la sua corte ed il suo esercito, sempre schierato ai suoi lati: mille e mille alberi, ed un arsenale di mille e mille pietre ed arieti di ogni forma e dimensione. Ma non è bellicoso, tutto sommato è un bonaccione, anche se ogni tanto esige la sua vittima sacrificale, spesso prescelta tra i ranghi degli imprudenti, quindi sempre massimo rispetto per sua maestà !

Il fiume attraversa stagioni e paesaggi, offrendo in ogni luogo e in ogni tempo lezioni di bellezza, lezioni gratuite e sempre disponibili per chiunque abbia la voglia di andare la da lui ad ascoltare, a guardare. E' un grande maestro che parla tutte le lingue, la lingua personale di ciascuno di noi, basta spogliarsi, mettere l'anima a nudo, e rimanere in ascolto.

Il fiume è anche generoso, il fiume regala, almeno a me a fatto un sacco di regali: il fiume regala emozioni, pace, scoperte, silenzi, spazi, forme, colori, incontri, luci, pensieri, dialoghi e tante, tante altre cose che non si possono trovare sugli scaffali dei supermercati, semplicemente perchè non son cose che si possono confezionare e non avrebbero comunque prezzo, anche se sono sicuro che qualcuno sicuramente ci stà già lavorando sopra !

Questo Re nasce dalla pancia della grande montagna sacra agli Dei, il monte Penna, dimora dell'antico dio Pèn di celtiche memorie, ma è inutile correr su a cercare le sacre sorgenti, le nobili origini, non le troverete mai, vi perdereste in un intricato dedalo di sfuggenti rivoli d'acqua che spariscono improvvisamente nel cuore della foresta.  

Esiste un luogo strano sulla Montagna, chiamato  "la nave del Penna", è una conca glaciale dalla forma che ricorda la chiglia di una nave, forse a presagire il lungo viaggio acqueo al fiume che stà per partorire, anzi ai due fiumi, perchè la falda sotterranea che genera il Taro, sul lato opposto del monte genera un altro fiume, il Ceno, due fratelli con destini diversi, ma destinati a reincontrarsi, fatte ognuno le proprie esperienze.

Tutti questi rivoli che sgorgano all'ombra della foresta si cercano, si trovano e uniscono le loro forze per creare un'energia che si lancia in una corsa entusiastica e spumeggiante, e mentre corrono giù di corsa, forse perchè qualche malalingua gli ha spifferato che laggiù c'è uno spettacolo chiamato mare, convincono tanti altri rivoli ad unirsi a loro fino a diventare un bel fiume, di tutto rispetto, dal carattere un po' irruento e lunatico che può fare la voce grossa (Taro deriva da una parola celtica che significa indomito) e capita che ogni tanto, infuriato e nervoso, butti giù qualche ponte, così, come azione dimostrativa, per mettere in chiaro chi comanda qui !

Nella sua corsa vorticosa tra i monti, che provano a mettergli i bastoni tra i piedi, il fiume crea, scolpisce e modella dando vita a quella subblime arte della natura chiamata "paesaggio", ma non lavora mai da solo, chiede sempre aiuto a quattro sue amiche molto creative e fantasiose, che collaborano sempre volentieri, ad una sola condizione però: quella di non dimorare mai insieme nello stesso luogo. Si sa, ognuno ha il suo carattere, ed anche le stagioni finirebbero con il litigare se tutte assieme.

Poco prima di Fornovo, i due fratelli separati alla nascita si incontrano per la prima volta e si fondono in un abbraccio incestuoso, ora non è più tempo di correre, hanno un sacco di cose da raccontarsi ed esperienze da condividere, quindi con calma si dedicano a ricamare il paesaggio in una miriade di piccoli e suggestivi ambienti, tessendo un bell'arazzo colorato, cui contribuiscono ognuno con le proprie esperienze. 

E' in questo tratto che i fiumi raggiunguno la loro massima larghezza creando tutta una varietà di nicchie ambientali che offrono ospitalità ad una gran varietà di creature fisse e mobili (vegetali e animali), potremmo dire, sperando di non offender nessuno lassù, che qui i due fiumi tornano ad essere un unico grande fiume, è il luogo ed il momento della maturità, e da questa unione nasce una piccola, piccolissima replica dello spettacolo della crazione: un piccolo giardino terrestre che ospita i codici della bellezza: boschetti ombrosi e profumati, laghetti, stagni e paludi, mosaici di pietre e di sabbie, tappeti a scacchi di erbe e fiori, e le acque verdi e azzurre del fiume che sembrano passare il tempo giocando a shanghai con i tronchi degli alberi.

Purtroppo dove c'è un giardino, c'è sempre qualcuno che ci va a pisciare dentro, si tratta di una specie infestante che da tempo ha attecchito su questo pianeta e che sembra aver come unico scopo quello di rompere i coglioni !  Orde di scienziati stanno comunque tentando di decifrarne i comportamenti, anche se per ora brancolano ancora nel buio.

Superata la località di Ponte Taro, il fiume ormai si avvia verso la terza età, dopo tanto lavoro ha perso la sua irruenza giovanile, e come un'elegante signora di una certa età, per attirare ancora gli sguardi su di se, comincia ad ancheggiare, muovendosi tra anse sinuose ed alti argini erbosi, con un andamento placido e sereno, senza chiasso. Qui il suo letto si restringe sempre più, perchè le attività dell'uomo si allargano sempre più, e si sa, dove c'è uomo c'è sfruttamento, controllo, regole e confini da rispettare, argini, scafi che graffiano la tua superfice, reti e braccia meccaniche che ti frugano dentro senza alcun pudore !

Ma ormai è diventato saggio e clemente, ha imparato la lezione del "lasciare andare", sa che gli uomini sono tanti e che hanno sempre fame, quindi si rende collaborativo, si lascia imbrigliare e si accontenta degli angusti spazi tra gli alti argini, lo spazio lo lascia agli uomini per coltivare i loro campi, anzi da volentieri una mano per dissetare tutte quelle formicolanti coltivazioni. Ma non dobbiamo comunque dimenticare l'animo irabondo che scorre nelle sue acque, perchè anche se apparentemente placido e sopito, rimane sempre un grande Re orgoglioso e dal temperamento marziale, e quando gli girano, a lui degli argini non gliene frega niente, e va dove vuole !

THE LONG JOURNEY OF THE TARO RIVER 

The river crosses times and places, with its relentless pace and incessant murmuring: it pushes, digs, moves and seeks its way, overcoming every obstacle with obstinate stubbornness.

The river is a trusted friend, with a slightly moody character, which must be indulged, but it is a sure presence always there to welcome you, always willing to listen to your thoughts, to share your moods, always ready to surprise you and to brighten your day with a smile, a surprise, a gift.

He is also wise, of an ancient wisdom, which does not change opinion or values with the turning of the wind, always faithful to itself, always the same but always different and changing, like the appearance of life: it runs and advances without it will run after ephemeral modernity, as is the custom for every man worthy of bearing this name, giving witness to it with his living course.

The river is never alone, the river is a king with all his court and his army, always lined up on its sides: a thousand and a thousand trees, and an arsenal of a thousand and a thousand stones and rams of all shapes and sizes. But he is not belligerent, after all he is a good-natured, even if every now and then he demands his sacrificial victim, often chosen from the ranks of the imprudent, therefore always the utmost respect for his majesty !

The river passes through seasons and landscapes, offering beauty lessons in every place and time, free lessons always available for anyone who wants to go there to listen, to watch. He is a great teacher who speaks all languages, the personal language of each of us, just undress, put your soul bare, and listen.

The river is also generous, the river gives, at least to me, a lot of gifts: the river gives emotions, peace, discoveries, silences, spaces, shapes, colors, encounters, lights, thoughts, dialogues and many, many other things that cannot be found on supermarket shelves, simply because they are not things that can be packaged and would still have no price, even if I'm sure someone is already working on it!

This King was born from the belly of the great mountain sacred to the Gods, Mount Penna, home of the ancient god Pèn of Celtic memories, but it is useless to run up to look for the sacred sources, the noble origins, you will never find them, you would get lost in a intricate maze of elusive streams of water that suddenly disappear in the heart of the forest.

There is a strange place on the mountain, called "the ship of Pen", it is a glacial basin with a shape that resembles the keel of a ship, perhaps foreshadowing the long water journey to the river that is about to give birth, or rather to the two rivers, because the underground aquifer that generates the Taro, on the opposite side of the mountain generates another river, the Ceno, two brothers with different destinies, but destined to meet again, each having their own experiences.

All these streams that gush out in the shadow of the forest seek each other out, find each other and join forces to create an energy that launches itself into an enthusiastic and bubbling race, and as they run down the run, perhaps because some bad-tongue has told them that over there there is a show called the sea, they convince many other streams to join them until it becomes a beautiful river, very respectable, with a somewhat impetuous and moody character that can make a big voice (Taro comes from a Celtic word that it means indomitable) and it happens that every now and then, angry and nervous, you throw down a few bridges, so, as a demonstration action, to make it clear who is in charge here !

In its whirling race between the mountains, which try to put sticks between his feet, the river creates, sculpts and shapes giving life to that sublime art of nature called "landscape", but never works alone, always asks for help from four her very creative and imaginative friends, who always collaborate willingly, on one condition, however: that of never staying together in the same place. You know, everyone has the character of her, and even the seasons would end up quarreling if all together.

Shortly before Fornovo, the two brothers separated at birth meet for the first time and merge in an incestuous embrace, now it is no longer time to run, they have a lot of things to tell each other and experiences to share, so they calmly dedicate themselves to embroider the landscape in a myriad of small and suggestive environments, weaving a beautiful colored tapestry, to which each one contributes with their own experiences.

It is in this stretch that the rivers reach their maximum width, creating a whole variety of environmental niches that offer hospitality to a great variety of fixed and mobile creatures (plants and animals), we could say, hoping not to offend anyone up there, that here the two rivers become one big river again, it is the place and the moment of maturity, and from this union a small, very small replica of the spectacle of the creation is born: a small terrestrial garden that houses the codes of beauty: shady and fragrant groves , ponds, ponds and swamps, mosaics of stones and sand, checkered carpets of herbs and flowers, and the green and blue waters of the river that seem to pass the time playing in Shanghai with the trunks of the trees.

Unfortunately, where there is a garden, there is always someone who goes to piss in it, it is a weed species that has long taken root on this planet and that seems to have the sole purpose of bothering ! Hordes of scientists are still trying to decipher its behavior, even if for now they are still groping in the dark.

After passing the town of Ponte Taro, the river is now heading towards the third age, after a lot of work it has lost its youthful impetuosity, and like an elegant lady of a certain age, to still attract attention to itself, it begins to sway , moving between sinuous bends and high grassy banks, with a placid and serene course, without noise. Here his bed is getting smaller and smaller, because man's activities are getting wider and wider, and you know, where there is man there is exploitation, control, rules and boundaries to be respected, embankments, hulls that scratch your surface. , nets and mechanical arms that rummage inside you without any shame !

But by now he has become wise and forgiving, he has learned the lesson of "letting go", he knows that there are many men and that they are always hungry, so he becomes collaborative, he lets himself be harnessed and is satisfied with the narrow spaces between the high banks, space leaves it to men to cultivate their fields, or rather to gladly give a hand to quench the thirst of all those tingling crops. But we must not forget the angry soul that flows in its waters, because even if apparently placid and dormant, he always remains a great proud King with a martial temperament, and when they turn him, he doesn't give a damn about the banks, and he goes where he wants !