SCENE DI VITA MEDIOEVALE

CASTELLI DEL PARMENSE e D'ITALIA


Una doverosa premessa

Noi uomini "moderni" troppo abituati ad un benessere spesso eccessivo e superfluo e a dare per scontata la nostra dignità di uomini liberi, guardiamo i castelli e le fortezze con l'occhio del turista, dell'amante dell'arte e della storia, ma i castelli sono ben altro che gioielli d'arte ed attrazioni per turisti: i castelli che punteggiano i nostri paesaggi sono muti testimoni di quanto possa essere raffinato l'ignegno umano quando si tratta di manifestare la propria malvagità, la violenza ed il sopruso.

I castelli erano luoghi dove veniva somministrata la "giustizia" secondo i personalissimi punti di vista di chi la perpetuava, erano i luoghi delle torture e degli incarceramenti (e non tanto per i criminali, quanto per dissidenti e personaggi scomodi di ogni rango), erano i luoghi del potere e delle ius primae noctis,  dei tradimenti e dei veleni, degli assassini e delle gabelle, delle persone murate vive e della servitù considerata come oggetto di proprietà (ivi compresi abitanti e contadini). Erano i luoghi dove si decideva della vita e della morte, della buona e della cattiva sorte, solitamente quest'ultima,  di chi stava sotto le mura, 

Ammiriamo pure i tesori artistici di questi splendidi manieri, gli affreschi e le cermiche finemente decorate, le loro ardite architetture e i loro curati giardini segreti, fantastichiamo di maghi e di fantasmi, di dame e di cavalieri, d'amori cortesi e di romantiche tragedie, di fate, principesse, draghi e streghe, ma non perdiamo mai di vista il sangue e le tragedie umane che si sono speso consumate all'ombra di queste antiche mura.

Lo spirito non muore mai, ed anche le energie del male continuano spesso ad aleggiare in questi luoghi con la loro perturbante pesantezza:  personalmente provo grande fascino per i castelli abbandonati e diroccati, per i ruderi logorati dal tempo, queste macerie sono un simbolo di rivalsa e giustizia perpetuata dal Signore del Tempo nei confronti delle umane vanità, il tempo che corrode i simboli dell'illusorio ed arbitrario potere materiale e trafigge mortalmente l'ego smisurato dell'uomo!


Non voglio fare lunghi elenchi di dinastie, matrimoni e congiure, duchi, conti e baroni, ne fare elenchi di successioni o possedimenti, per queste informazioni c'è già wikipedia e tanti altri siti molto meglio informati. Voglio cercare di raccontarvi qualcosa di diverso, almeno ci provo...


Gli ultimi articoli e immagini inserite :


I ruderi del maniero di Gusaliggio in Val Mozzola, (in alcuni antichi documenti riportato come Gusaleggio, Gusalicchio o Sisaligio), sono forse tra i più affascinanti del Parmense, eretti su di uno sperone roccioso vertiginoso, a picco sul sottostante torrente Mozzola. Lo strapiombo è impressionante e allo stesso tempo emozionante, per questo...

Vista da lontano mentre passavo da queste parti per altri motivi, questa roccia, facente parte del comprensorio del Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello nelle Marche, mi ha subito affascinato e fatto cambiare meta, mi ha magneticamente attirato: "io lassù ci devo andare" mi son detto! Detto, fatto. E non deve aver affascinato solo me questa...

Due passi sul far della sera, calpestando le Terre che furono di Matilde di Canossa, in quell'ora del giorno quando l'animo solare si acquieta, la luce della grande Stella va a nascondersi, e la fantasia si popola di quelle creature che durante il giorno se ne sono state rintanate in oscuri labirinti, ben lontane dai nostri pensieri terreni,...


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IL CASTELLO COME LUOGO DELL'IMMAGINARIO


Castello (chateau in francese, o burg in tedesco), questa parola che deriva dal latino castellum o castrum (fortezza) e' una parola che, oltre ad indicare quella residenza fortificata che tutti noi conosciamo, ha anche un forte potere evocativo e nasconde molti altri significati simbolici. Premetto che non mi interessa fare un discorso storico, né una promozione turistica del nostro territorio, peraltro molto ricco di castelli, piuttosto cercherò di esprimere un parere personale sull'argomento, tra il fantastico ed il curioso.

Il castello è un luogo che fa parte da sempre del nostro immaginario: non c'è fiaba, leggenda, racconto di paura o avventura romantica che non abbia il suo castello, o quasi, ed un bianco castello dalle mille torri, altissime, simbolo della Disney, è impresso nella nostra fantasia fin dalla più tenera età, direi che è ormai diventato un archetipo, fa parte del nostro inconscio collettivo, oserei dire che il castello è principalmente un luogo simbolico oltre che una costruzione architettonica, un luogo molto simile al nostro stesso inconscio, alla nostra stessa mente.

Pensate un attimo al nostro cervello, così labirintico con tutte quelle sue circonvoluzioni, e pensate ed un grande castello, con tutte quelle sale, saloni e salette, scale a chiocciola, torri, pozzi, passaggi segreti, inferiate, celle, corridoi... un labirinto insomma, come la nostra testa ! Nella nostra mente, come in un castello, possiamo rinchiuderci e sentirci protetti, possiamo sollevare il ponte levatoio e chiudere i portoni, per resistere all'assedio ossessionante del mondo esterno. Nel castello, come nella nostra mente, abbiamo alte torri che svettano verso il cielo, verso le vette elevate del pensiero e dell'animo, e profondi sotterranei scavati nella primordiale roccia, umidi, tetri e bui, nei quali covano in segreto, lontano da occhi indiscreti, le emozioni più recondite, proprio come nella nostra mente ! E poi ci sono i personaggi che popolano il castello: streghe, fate, giullari, armigeri, cortigiane, coraggiosi cavalieri, bellissime principesse, sovente anche draghi, fantasmi e altre creature deformi, tra il mitologico ed il fantasioso: tutti personaggi che possono essere la personificazione di alcune peculiarità del nostro animo e delle nostre emozioni (come gli Dei del mondo antico insomma), la nostra mente è popolata da una miriade di personaggi strani, tutte sfaccettature, proiezioni di noi stessi. E come in un castello, anche dentro di noi abbiamo intrighi di corte e giochi di potere, ma anche nobili pensieri e sentimenti cavallereschi, abbiamo insomma inglobato tutto un mondo e tutta una serie di figuranti che interagiscono, come fossero personaggi di una piccola e laboriosa società medievale, che vive attorno al suo castello, con le sue guerre e le sue tregue, i suoi eroi ed i suoi martiri, la sua economia, le sue leggi e la sua moneta. Il castello è un teatrino fantastico dove recitano i moti interiori del nostro animo: mi piace vederlo in questa prospettiva, un po' psicologica, o psicopatologica se preferite.

I castelli esistono in tutte le culture fin dagli albori dell'umanità (castello inteso come luogo protetto, difeso). Sono simboli amati e odiati allo stesso tempo, sono amici e nemici, amici in quanto posso difendere e proteggere, ma sono anche nemici in quanto luoghi di esercizio del potere, spesso esercitato in modo arbitrario e gretto, violento, meschino, volgare, e senza alcun legame con la giustizia. Anche la nostra mente, se ci pensate, è amica, ma spesso è anche nemica di noi stessi, le analogie sono molteplici....

Il medioevo è un periodo ricco e affascinante, al contrario di come viene solitamente dipinto (epoca oscura), un'epoca in cui la vita era ridotta all'essenziale, semplice e concreta, e noi oggi abbiamo molto bisogno di semplicità e concretezza, ma saremmo disposti a ritornare indietro nel tempo ? Anche solo di pochi anni ? Vivere in un altro tempo è un sogno o un desiderio a cui penso tutti noi, almeno una volta nella vita, ci siamo abbandonati. Oggi abbiamo la fortuna di vivere in un continente e un'epoca relativamente tranquilla (parlo dell'Europa), forse per questo ci sono in giro tante rievocazioni storiche, soprattutto medievali, dove possiamo rivivere senza pericolo, antiche battaglie o immergerci nelle atmosfere di tempi lontani (e possiamo infilare anche i giochi di ruolo in questo discorso).E' bello e interessante, ma se fossimo appena usciti da una guerra, non penso ci sarebbero in giro tante rievocazioni storiche di battaglie, ci sarebbe solo voglia di divertimento e spensieratezza: siamo sempre attratti da quello che non abbiamo, nel bene e nel male. Per me invece, amante della fotografia, queste rievocazioni sono dei laboratori molto interessanti, dove ho l'occasione di fotografare tante persone e indagare le emozioni umane, immerse in scenografie e costumi molto affascinanti.

Il territorio parmense, ed italiano più in generale, è disseminato di castelli e di ruderi, ed anche dove i castelli non esistono più, ne rimane un ricordo nei nomi dei luoghi, nella toponomastica: in ogni angolo vediamo località con nomi la cui radice infatti riporta nel profondo medioevo: castellaro, rocca, sala, torre, e via dicendo.

Questa cosa importante mi preme sottolineare: siamo abitati a considerare il medioevo come un'epoca di declino, i cosiddetti secoli bui, ma le cose non stanno affatto così: era un'epoca di fermento culturale, di profonde ricerche spirituali, un'epoca vivace in cui si faceva di necessità virtù, ogni cosa in natura era una risorsa, non esistevano scarti o rifiuti, una perfetta economia circolare: tutto si utilizzava e riutilizzava, e soprattutto, contrariamente a quanto immaginiamo, nel medioevo, ed anche nella più remota antichità, si viaggiava, si viaggiava probabilmente molto più di quanto viaggia l'uomo moderno, e si viaggiava con motivazioni più profonde, non come turisti annoiati o alla ricerca del divertimento. Tendiamo a non considerare questa cosa, ma la modernità e la tecnologia sono solo accessori, le passioni, i desideri, i bisogni e le necessità dell'animo umano sono sempre le stesse. La vita era altrettanto entusiasmante anche nel medioevo, nell'antico Egitto o nell'età del ferro, anche senza automobili o telefonini. In realtà molte cose sulla storia, di ogni epoca, sarebbero da rivedere e rivalutare, spesso la narrazione della storia è stata rimodellata per fare da supporto ad una certa ideologia o cultura. Molte delle cose che vediamo ed utilizziamo ancor oggi, sono di origine medievale. Il nostro stesso modo di pensare, molte nostre consuetudini, la frammentazione politica del nostro paese, la diversità culturale delle nostre regioni, sono tutte caratteristiche di origine medioevale, è nel medioevo che affondano le radici delle nostre tradizioni.

Indagando sul medioevo nel parmense, mi sono stupito di quanti castelli siano esistiti nella mia terra, veramente tanti, ho trovato notizie di ben 232 tra castelli, rocche, torri e luoghi forti, dei quali molti oggi sopravvivono in maestosi esemplati, come il magnifico Bardi o Torrechiara, di altri rimangono scheletrici frammenti architettonici, come spettri del passato, molti altri sono stati rimaneggiati per sopperire a nuove esigenze, così antiche fortezze si sono trasformate in dimore nobiliari, come a Soragna, o in corti rustiche come Giarola, di molti altri ancora non rimangono che frammentarie notizie su antiche pergamene ingiallite !

Tempo fa mi sono riproposto l'obiettivo, un po' ambizioso visto il numero, di rendere una testimonianza fotografica dei castelli del parmense, sia di quelli meglio conservati e più famosi, quelli che si vedono fotografati in tutti i libri e su tutti i dépliant turistici, sia e soprattutto di quelli che invece non godono di altrettanta fama, di quelli che ormai sono ridotti a poche, disadorne ed ingiustamente dimenticate pietre. Sono soprattutto questi ruderi che mi affascinano, perché, anche se ormai non rimangono che cumuli di pietre, quelle tristi vestigia profumano di storia, qua tuonavano battaglie e si forgiava la storia, e oggi hanno un sacco di cose da raccontare, anche se quasi nessuno vuole ascoltarle: ruderi e rovine possiedono per me un grande e misterioso fascino legato al mistero della vita e della morte, e di come le vicende umane appaiano così tremendamente vane.

Tutto questo è un modo per cercare di spiegarmi razionalmente il grande fascino che queste antiche e seducenti costruzioni esercitano sulla nostra fantasia, ma forse sono solo pensieri campati in aria, ed il perché delle nostre emozioni rimarrà sempre un segreto sepolto nel profondo, purtroppo abbiamo sempre il bisogno di "spiegare" ogni cosa, forse ci facciamo troppe, inutili domande, e questo bisogno si esprime in fiumi di parole ! Ma per fortuna esiste un argine al fiume delle parole: è la fotografia, che esprime molto senza dire nulla, nulla di grammaticale. Tutto questo per dire che adesso la smetto, e lascio la "parola" alle immagini...



Note sulla narrazione della storia:   "non siamo mai in grado di sapere cos'era o non era vero...."

Tutta la storia medioevale ed antecedente è un ginepraio in cui è difficile districarsi per tutta una serie di motivi, molti dei quali sono i motivi stessi per cui la storia viene scritta e tramandata,  ovvero spesso la storia non è obiettiva come si sarebbe tentati di credere, il racconto storico è sempre funzionale a qualcosa o qualcuno, e le circostanze, i personaggi e le scoperte che non convalidano il racconto che si vuol fare, vengono deliberatamente ignorati, dimenticati, o addirittura occultati o distrutti. Per rimanere in tema locale, provate ad ascoltare questa breve intervista del dott. Sandro Santini, tratta dal canale youtube Valceno Web, per farvi anche solo un'idea di questo, e se volete approfondire queste idee sulla storia potete leggere  l'articolo dedicato  >>>  :  se tanto mi dà tanto, se questo avveniva nel piccolo, figuriamo nel grande ...


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