natura e paesaggi della Val Taro

nature and landscape in Taro Valley, a north italian river


Perché queste pagine sulla Val Taro in un sito che tratta prevalentemente di fotografia ? Beh, essenzialmente perché la Val Taro è stata la culla delle mie passioni, e da sempre questa natura e questi paesaggi mi hanno accompagnato e fatto crescere, anche nel mio amore verso la fotografia. Devo ringraziare mio padre, che da bambino, portandomi con se quando andava al fiume a dipingere i suoi paesaggi, mi ha fatto apprezzare questi ambienti, questa natura, i suoi colori, le sue stagioni, ma soprattutto il tempo sospeso, quasi magico, di quando ti isoli dal mondo per dedicarti solamente alle cose che ti piacciono: il disegno, la fotografia, le passeggiate, i bagni, la pesca con le mani e mille altre piccole avventure, proprio dietro casa.  

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Why these pages on the Val Taro in a site that mainly deals with photography? Well, essentially because Val Taro has been the cradle of my passions, and this nature and these landscapes have always accompanied and made me grow, also in my love for photography. I have to thank my father, who as a child, taking me with him to the river when he going painting his landscapes, made me appreciate these environments, this nature, its colors, its seasons, but above all the almost suspended time, magical, of when you isolate yourself from the world to dedicate yourself only to the things you like: drawing, photography, walking, bathing, fishing with your hands and a thousand other little adventures, just behind the house. 

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River Monster

17.01.2021

Alcune immagini di vita sotto le acque del Taro, riprese in primavera. Uno strano quanto piccolo animaletto aggrappato ad un sasso sotto il pelo dell'acqua, un esiguo branco di pesciolini ed un'erba che fa capolino tra le onde.

Il bel laghetto color smeraldo della Val Cogena, nei pressi di Belforte, ora solo un bel ricordo, in una vecchia diapositiva un po' scolorita.


Il Taro, che in celtico significava l'impetuoso, l'indomito.

" Gli uomini che abitano le sponde di un fiume stringono un rapporto particolare con lo stesso. E' un'alleanza, un timore, un limite, un confine magico che da allo stesso momento sicurezza e instabilità. Il suo flusso incessante, il suo rumore, è un compagno che rassicura e avverte, una costante immutabile che rappresenta l'altrettanto ieratico ed invariabile scorrere del tempo ed il succedersi degli eventi umani, grandi e piccoli. 

 L' uomo che vive accanto al fiume lo osserva, vede una pittura mobile, sempre mutevole. Cresce capace di riflettere e meditare, vivace ma mai incosciente, rispettoso della natura, attento ai suoi equilibri, mezzo marinaio, mezzo contadino, un misto di socialità e prudenza, curioso di scendere e risalire la corrente, geloso del proprio pezzo di terra lungo la riva.

 Il fiume è innanzitutto l'acqua, la prima radice e necessità della vita [...],  il fiume è un Dio allora, come credevano gli antichi, un Dio che rappresenta allo stesso tempo la natura esterna, potente e terribile, che è la personificazione sia dell'impalpabile scorrere delle ere come delle correnti energetiche della Terra. [...]  Una volta sacrifici ed omaggi erano offerti ai fiumi, le loro statue antropomorfe li personificavano presso i templi dei greci e dei latini. Poi, forse, è passato il tempo degli dei e gli immemori uomini salgono al suono delle campane a pregare l'Unico. Ma il loro sguardo scende verso la valle e verso gli argini, negli occhi c'è il rispetto, c'è amore, c'è il sacrosanto timore."

(tratto da un vecchio libro senza copertina, di cui quindi non riesco a rintracciare titolo ed autore)



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