Labirinti di Pietre 

Un piccolo labirinto simbolico di pietre in Val Taro, che ho costruito tempo fa in una vecchia cava abbandonata presso Roccamurata.

Il labirinto è un simbolo bellissimo, quasi ipnotico, molto antico e molto potente, rappresenta un viaggio al centro di se stessi, un viaggio metaforico nei meandri della nostre mente: ci si perde, si raggiunge il centro, si ritrova l'uscita, e si ritorna migliorati e più forti.


Vi racconto ora una breve storia accadutami qualche primavera fa, nel Giugno del 2001. Tutto ha inizio nei primi giorni del mese quando ordino, tramite un catalogo, alcuni libri che trattavano di antichi enigmi e passate civiltà, argomenti che da sempre mi affascinano.

Qualche giorno più avanti approfitto di una settimana di ferie per andare in montagna a fare un bel giretto, qui nel parmense, nel nostro appennino. Nel primissimo pomeriggio parto, con un po' di pigrizia e senza troppo entusiasmo; quando arrivo in quota fa molto freddo, il sole va e viene e soffia un fastidioso e gelido vento, quanto basta per dare il colpo di grazia alla mia già scarsa motivazione, rinuncio quindi all'escursione e torno in macchina, ma non volevo buttare via così la giornata, pertanto mi attardo sulla strada del ritorno, imboccando piccole e tortuose stradine alternative che non avevo mai percorso, così tanto per vedere qualcosa di nuovo.

E' ormai tardo pomeriggio quando, sono nei dintorni del Passo del Cirone, percorro pigramente la serpeggiante stradina che taglia a mezzacosta il versante del monte verso il passo del Silara, e discendere poi in val Baganza, a destra scende il bosco, alla sinistra ci sono affioramenti rocciosi e, più in alto, ancora il bosco. Come un bagliore, come un flash, ad un tratto, mentre guido, un qualcosa di strano colpisce la mia attenzione distratta, un disegno, una forma nella roccia, subito non realizzo e proseguo senza dare troppa importanza a quell'impressione, ma più vado avanti e ouù continuo a pensare a quella cosa, decido di fermarmi, non riesco a proseguire, devo andare a vedere: giro la macchina e torno indietro. Arrivo dove la costa franosa della montagna mette a nudo alcuni strati rocciosi, accosto e scendo a vedere da vicino quello strano disegno che la luce radente del tardo pomeriggio mette ancor più in risalto; come un'improvvisa apparizione, scuotendo la monotonia di una giornata noiosa, come un sasso lanciato nello stagno, ecco che mi appare sulla roccia questa inusuale e curiosa impronta :

Guardandola da vicino sembra quasi un'impronta lasciata da qualche animale strisciante sul fango, che poi si è fossilizzata, ma la sua geometria mi fa scartare questa ipotesi, non sembra il segno lasciato da un animale errante, non sembra avere una direzione, sarebbe alquanto strana, sia come impronta che come forma animale. Non di un disegno o di un graffito si tratta, perché le spire di questo che sembra un labirinto sono in rilievo, e sono di roccia, sono parte integrante della stessa roccia, è qualcosa fatto dentro alla roccia; qualcosa cosa fosse, doveva muoversi nella roccia quando era ancora allo stato plastico. Se poi si trattasse di un disegno o un bassorilievo artificiale, sarebbe a dir poco antichissimo, visto che è uscito dall'interno degli strati rocciosi ! Nessuna di queste ipotesi mi convince, comunque prendo la mia fedele macchina fotografica e porto a casa qualche immagine.

Passa qualche giorno e suonano alla porta, è il postino venuto per consegnare i libri che avevo ordinato qualche giorno prima. Appena chiusa la porta, apro il pacco con grande curiosità e prendo in mano quei libri tanto attesi, li scarto e subito li sfoglio velocemente giusto per dare un'occhiatina alle pagine interne, ed ecco apparire improvvisamente due immagini che mi hanno lasciato a dir poco sconcertato:

La somiglianza con quanto avevo fotografato in montagna giusto pochi giorni prima è sorprendente, ed altrettanto sorprendente è la concatenazione di queste coincidenze: è per caso che ho preso quella strada di montagna che mi ha portato a quell'incontro, non avevo idea quando ho ordinato quei libri di trovare questi disegni, così come è strano che aprendo casualmente uno dei tre volumi ordinati, la pagina si aprisse proprio davanti a queste immagini, Jung con la sua teoria della sincroniticà degli eventi, sosteneva che nulla accade per caso !

Non ho le necessarie competenze per trarre conclusioni su quanto accaduto e quanto trovato, rimango semplicemente affascinato da tutto questo, ed è nata in me anche la curiosità circa i labirinti ed i loro significati, ho scoperto così che questi disegni hanno e soprattutto hanno avuto nella storia un grande valore simbolico, il labirinto ha sicuramente un grande e misterioso fascino, i suoi meandri ricordano da vicino la grafia delle circonvoluzioni del nostro cervello, e simbolicamente possono rappresentare un percorso che si addentra tra gli oscuri corridoi della nostra mente, un percorso alla ricerca dell'uscita, della liberazione. Ho anche trovato, leggendo e curiosando on line, collegamenti simbolici tra labirinti a 7 livelli e i 7 chakra che, nelle filosofie orientali, rappresentano i 7 centri di energia presenti all'interno del nostro corpo. E i labirinti riprodotti sulle monete sopra raffigurate, sebbene non provengano dall'oriente, sono labirinti a sette spire !

Successivamente ho cercato in vari posti, con molta attenzione, ricchi di rocce strane, alla ricerca di qualcosa di simile a quanto fotografato quel giorno : impronte di animali nel fango, segni sulle rocce, impronte fossili, ed alcune rocce con tracce labirintiformi, o vermiformi, le ho trovate  (vedi foto seguente), ma nulla di paragonabile a quella strana "cosa" .  

Qualche tempo fa ho anche mostrato la fotografia ad alcuni esperti in geologia e archeologia, e secondo il loro parere, l'impronta è di origine naturale.  

Comunque sia, è una piccola storia affascinante, ed un poco inquietante !


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