Polvere sei e polvere tornerai !
Non ci sono popoli indigeni sulla Terra. La vita è stata seminata da altrove.
Polvere sei, e polvere tornerai... certo, questo è quello che succederà, se solo polvere è quello che credi di essere! E' un po' il discorso del bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto, siamo un miscuglio di terreno e di divino, ma ci sarà chi vede in noi solo polvere, solo umili peccatori schiavi di questa materia, e chi vedrà invece la scintilla divina che alberga in noi. Non siamo né totalmente una, né totalmente l'altra cosa, siamo un intruglio, un miscuglio, una amalgama alchemica, ma abbiamo un segreto, una grande forza, un grande potere divino: il libero arbitrio ! Attraverso di esso possiamo discernere e creare ! Possiamo scegliere di non essere più polvere e cambiare il nostro destino.
"La medicina perfetta è il corpo stellare, è il recupero delle forze e delle virtù perdute del corpo caduco,mediante un altro corpo incorruttibile e celeste." (5) E' la reintegrazione dell'Essere. nelle forze primitive del Cosmo"
"E' la causa dell'uomo moderno, per la quale qui si combatte, di quest'uomo che, sradicato dal sacro suolo della tradizione, cerca sè stesso, cioè vuol riconquistare un senso soddisfacente per la sua esistenza ormai rimessa interamente a sé stessa! (4)
Qualcuno ci chiama dalle stelle...
"Anzitutto vi è da rilevare la singolare facilità con cui l'uomo occidentale si è assuefatto ad un concetto sempre più degradato di sè. Per primo, egli ha di buon grado accettato l'idea di essere una semplice creatura, come tale separata da una distanza invalicabile dal suo creatore. In secondo luogo, con la Rinascenza e l'Umanesimo, egli si è sempre più assuefatto all'idea di appartenere unicamente a questa terra. Infine, sono bastati pochi decenni di scientismo, di darwinismo e di evoluzionismo affinchè l'uomo occidentale abbia creduto sul serio di essere nulla di più che l'esemplare di una data specie biologica. ... Sul piano più basso si tratta delle infuenze che già chiamammo infere, influenze che, per via della loro stessa natura, agiscono distruttivamente su tutto ciò che è forma e personalità. Ma, più in alto, si tratta di forze intelligenti, lo scopo delle quali è deviare, pervertire o invertire ogni tendenza dell'uomo a riconnettersi col vero sovrannaturale. E' questo un ordine che si può chiamare diabolico. Ne esso va concepito astrattamente, bensì in relazione ad esseri reali, talvolta anche a determinati centri e ad una specie di fronte occulto. Anche questo è un piano non semplicemente umano...! (2)
Nella Bibbia si legge, agli esordi della creazione, che "Dio disse: facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza... e il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita, e l'uomo divenne un essere vivente."
A parte il "piccolo dettaglio" del "facciamo a nostra immagine", appare fondamentale e indissolubile il nostro legame con la Terra e la polvere: siamo fatti della stessa materia!
Ma se andiamo a scavare ancora più lontano nel tempo, qualcosa di più antico della Bibbia, nell'antica letteratura mesopotamica per esempio, leggiamo qualcosa di più particolareggiato in merito a questa antica operazione:
Nintu disse: "... sia sgozzato un solo Dio e gli Dèi siano purificati in un'abluzione. Con la carne e il sangue (del Dio sgozzato) Nintu mescolerà l'argilla, di modo che Dio e uomo siamo uniti assieme per mezzo dell'argilla, così che noi potremmo sentire i tamburi per il resto dei giorni, e per mezzo della carne del Dio sacrificato vi sia uno spirito nell'uomo! Che la vita sia il suo segno e che vi sia uno spirito affinchè non si dimentichi." (1)
Non è semplice polvere quindi, ma argilla, ed ecco allora che la fumosa visione mitica comincia a prendere contorni più definiti e pratici, c'è un legame particolare tra argilla e DNA, tra argilla ed il proliferare della vita, come sostengono anche diversi studiosi contemporanei, tanto per citare solo gli italiani, Mauro Biglino, Pietro Buffa o Alessandro Demontis .
Qundi un pupazzetto di polvere, di argilla, di terra, un inerme pupazzetto se non fosse per la vita infusa dal sangue di un Dio sacrificato, e questo mi porta alla mente tutto un vortice di pensieri, di ricordi, di collegamenti. Un Dio che si sacrifica per l'uomo mi ricorda il fulcro su cui sono costruite molte religioni e racconti mitici, mi vengono pure in mente alcuni tabù ritenuti ancestrali: se gli esseri umani hanno dentro di se un DNA divino, forse qualche forza contrapposta, qualche forza non propriamente divina, che potrebbe avere interesse a tenere l'essere umano incatenato alla terra, allora avrebbe anche interesse a far si che questo dna divino venga quanto più possibile frammentato e disperso, perchè lo scopo è far dimenticare le nostre origini, far perdere le tracce, appesantire, annichilire ogni ambizione spirituale.
Perchè nelle antiche scritture l'unione fra consanguinei era la forma più subblime d'amore fra gli dèi, mentre era severamente proibito ai comuni mortali? , io mi faccio solo delle domande... "la donna che ti ha generato, alla quale sei tentato di identificarti, diventa l'oggetto dal quale devi allontanarti con disprezzo se vuoi appartenere alla tribù degli uomini. E' il tema di ogni viaggio dell'eroe che deve iniziarsi alla vita da guerriero. Ma questo potrebbe essere risolto diversamente?" (1) E' la cacciata dall'Eden dopo aver conosciuto.
Penso che l'essere umano sia una sorta di catalizzatore di energie cosmiche, per dirla con le parole di Fernardo Nannetti (Astronautico ingegnere minerario nel sistema mentale) siamo telestazioni in collegamento diretto telepatico, non tanto tra di noi, ma con le forze e le energie cosmiche, e dentro di noi confluiscono una moltitudine di energie e di entità, in fondo tutto è solo ed esclusivamente vibrazione ed energia e niente è reale, per come comunemente intendiamo questo termine. Siamo antenne, anzi sintonizzatori, portali umani, tutto è "solo" un'interazione di forze che generano un'immagine di sè, ed in quanto vibrazione, energia, onda, tutto è trasmissibile e compenetrabile, viviamo il mondo sul quale siamo sintonizzati. La morte stessa potrebbe essere un salto, un cambio di frequenza.
Fate uno sfotzo d'immaginazione, provate ad immaginare il mondo e tutto ciò che chiamate realtà, come una trasmisssione, un film. Ma contemporaneamente nell'etere vengono trasmesse altre migliaia di film, tutti insieme, nello stesso tempo e nelllo stesso spazio, basterebbe cambiare la frequenza sulla quale siamo sintonizzati, per cambiare la realtà nella quale viviamo. Sembra fantascienza, sembra lo scenario uscito dalla mente malata di un folle, invece è solo fisica quantistica.
"L'anima non viene da altri corpi, ma da altri mondi, cioè da altre condizioni di esistenza, e non va in altri corpi ma, se scampa agli inferni conformandosi al suo fine sovrannaturale, va in altri di questi mondi" (2)
Siamo un ponte, una connessione tra il divino ed il terreno, tra il macrocosmo ed il microcosmo, tra i mondi superiori ed i mondi inferiori, si noi saremo pure un impasto di terra, di polvere ed argilla, ma le forze nude della vita che ci animano chiamatele spirito, anima o come credete, vengono da lontano, dall'alto, non da questo mondo, non dalla terra. Questo mondo e questo corpo sono solo come camere d'albergo, dimore temporanee, non sono casa!
Eppure c'è un amore sconfinato, un legame profondo, che ci lega alla Natura e alla nostra Terra... anch'io più volte ho vagheggiato un ritorno alla Natura e alla Terra, ed è quello che trasuda praticamente da ogni mia fotografia. Ma questo ritorno alla Natura non deve essere inteso che attrazione per le energie pesanti e materiche. La Natura è maestra di vita, ci insegna come funziona il meccanismo, al di là delle apparenze, la Natura è un libro aperto di sapienza immortale. Capire il meccanismo ci deve servire per imparare ad usarlo con discernimento e ad impostare la rotta verso cui vogliamo veramente muoverci, e non semplicemente farci trascinare. Abbiamo tutti un grande dono, che ci viene offerto fin dalla nascita, esso è il libero arbitrio. Al di la di ogni tutto, siamo noi fondamentalmente a scegliere, a scegliere se rimanere intrappolati in questa terra, se ritornare polvere, o se guardare con nostalgia verso casa, custodendo il desiderio segreto di farvi un giorno ritorno. Il cammino non è semplice, ma è la volontà il vero motore e l'energia che muove tutto, il libero arbitrio lo stumento che guida la direzione, tenendo a mente che tutte le mete sono distrazioni: "l'uomo deve abolire la distanza fra sè e la meta, divenendo egli stesso meta." (3)
E' un percorso non privo di rischi e di pericoli, perchè "posto a contatto con lo spirituale, l'uomo può perdere la propria anima". esponendosi al rischi di "aprirsi a forze che non sono al di sopra, ma al di sotto dell'uomo". Forze infere quindi, che chi trascinanerebbero lontano dal un nostro ritorno a casa. Secondo molte tradizioni, come quella ermetica o buddhista, pongono l'uomo come superiore agli dèi, intesi come manifestazioni di pontenze naturali.
Ritorno alla Natura allora non come forma di regressione, ma come un mettersi a nudo a se stessi, uno spogliarsi sacro e simbolico da ogni profanità, un ritorno ad uno stadio primordiale di purezza di pensiero e di sentimenti, una purificazione da tutte quelle sovrasstrutture mentali che nel corso di vite e di vite abbiamo accumulato dentro di noi, come scorie nocive che ci offuscano e ci deformano la vista. Natura quindi intesa come un cosmo unico e vitale, un pulsare universale che batte anche dentro di noi all'unisono.
"... la natura che fu esaltata e alla quale si volle che l'uomo tornasse per ridivenire sano e normale, è qualcosa di artificiale e di astratto. Essa infatti non è la natura come cosmos, come ente vivo e compenetrato di significati e di energie sovrasensibili quale l'uomo tradizionale antico poteva ancora percepirla e concepirla. Essa è essenzialmente una costruzione razionalistica. Per l'uomo moderno normale questa natura è, e non può che essere, un insieme di forme disanimate e di forze fisiche, qualcosa di esteriore e di avulso dal tutto, qualcosa dunque in cui ci si può sentire a casa solo se si opera in sè una analoga separazione e disintegrazione dell'unità spirituale della personalità e si concentra il senso di sè appunto sulla parte fisica del proprio essere. ..." (2)
Fummo "fatti" con la stessa sostanza del pianeta...
Così recitano antiche tavolette babilonesi incise sull'argilla, tradotte dal famoso e grande studioso Zacharia Stichin, riferendosi ad un periodo di circa 445 mila anni fa :
"... Molte volte ancora Ninmah modificò la mistura, ... , un essere aveva piedi paralizzati, un altro stillava il seme, un altro aveva mani tremanti, un altro ancora aveva il fegato che mal funzionava... Enki era deluso dai risultati. Non riusciamo ad ottenere un Lavoratore Primitivo, così diceva Ninmah. ... E se il difetto non fosse nella mistura, così le chiese Enki. Forse manca proprio ciò di cui la Terra stessa è fatta? Non usare contenitori fatti con i cristalli di Nibiru, plasmali con l'argilla della Terra! Forse è necessaria la mistura stessa della Terra, la mistura di oro e rame! Così Enki, Colui che Conosce le Cose, la incitò a usare l'argilla dell'Abzu. Nella Casa della Vita Ninmah creò un contenitore, con l'argilla dell'Abzu lo forgiò. Gli dette la forma di un bagno purificatore, così da creare al suo interno la mistura. Dolcemente introdusse nel contenitore di argilla l'ovulo di una femmna terrestre, di una femmina bipede. Introdusse nel contenitore l'essenza della vita estratta dal sangue di un Anunnaki. ... Poi depose l'uovo così fecondato nel grembo di una femmina terrestre. Ecco il concepimento! Ninmah annunciò con gioia. ... Al momento previsto la femmina terrestre entrò in travaglio. Stava nascendo una creatura, un neonato. Con le sue stesse mani Ninmah estrasse la creatura, era un maschio. Nelle sue mani teneva il bambino, ne esaminò l'aspetto; era l'immagine stessa della perfezione. ... Enki abbracciò e baciò Ninmah. Le tue mani l'hanno forgiato. ... " (6)
"L'uomo non osa ancora riconoscere che egli è Dio. Per questo egli è infelice. Egli ha paura di assumere l'eredità del Dio ucciso. E non è Dio solo perchè ha paura. La paura e, con essa, il dolore è ciò che lo condanna alla miseria e all'infelicità. Quando supererà paura e dolore tutte le vie saranno aperte a lui. Il punto di partenza è dimostrare a sè stessi il supremo atributo della divinità: il libero arbitrio." (2)
Naturalmente queste mie parole e queste mie citazioni, possono apparire come un'accozzaglia disordinata di idee raccolte qua e là, in verita il mio intento è solo quello di incuriosire, e quello di illustrare a grandi linee il percorso di pensiero che stà dietro al mio fotografare.
Io mi ritengo un pozzo senza fondo di curiosità, ma se qualcuno volesse approfondire questi argomenti, mi permetto di lasciare qualche consiglio letterario in calce a questa pagina.
Argillla fu al principio, e argilla fu alla fine ...
Sempre le antiche tavolette d'argilla babilnesi recitano ... "Nella Terra Bianca, nelle viscere della Terra,le fonfamenta della Terra tremavano. Poi con un rombo, pari a migliaia di tuoni, la coltre ghiacciata scivolò via dalle sue fondamenta. Era spinta via dalla forza di attrazione invisibile della rete di Nibiru, nel mare del sud si andava a schiantare. ... La superficie della Terra Bianca si sgretolava come il guscio di un uovo. All'improvviso un'onda di marea si sollevò, il muro d'acqua raggiunse i cieli. Una tempesta, con una violenza mai vista prima, iniziò ad ululare dal cuore della Terra. ... Dalla barca celeste nella quale era, Ninmah gridò come una donna in travaglio: le mie creature riempono le acque come libellule annegate in uno stagno. Ogni forma di vita è stata spezzata via dall'ondata del mare in tempesta! Così piangeva e gemeva Ninmah Anche Inanna, che era con lei. piangeva e gemeva,. Tutto ciò che è sotto di noi, tutto quanto aveva vita si è tramutato in argilla! Così piangevano Ninmah e Inanna. ... I giorni andati, haimè, si sono trasformati in argilla! Così dicevano gli Anunnaki. (6)
C'è anche chi, ai nostri giorni, con sugardo inquietante, si interraga e si rivolge a Ninmah...
Estratto tradotto dal sito Ninmah - Mother of Humanity (ad oggi non più raggiungibile):
"Recentemente ho scoperto che la mia linea di sangue risale alla linea di sangue ariana. Ma ho i capelli biondo scuro (ora tinti ramati). grandi occhi neri, pelle olivastra. Da bambino mi prendevano in giro dicendomi che sembravo un alieno. Sono cresciuta fino a diventare una modella di successo e sono stata scelta come una delle donne più belle del mondo. Per favore aiutatemi, la mia linea di sangue proviene dagli dei o dagli alieni? Ho un gruppo sanguigno raro che sta scomparendo. Solo il 3% della popolazione australiana ne è affetta. Ebbene, a chi appartengo? Mi sento sola. Per favore dammi qualche informazione. Mi sento persa ma unica. Ho una seconda vista, posso guarire le persone toccandole, o se mi fissano negli occhi, è tutto troppo strano, eppure ho cattive condizioni di salute e ho una malattia incurabile. Voglio solo sapere cosa diavolo sono e ci sono altri come me..
Saluti M."
"Sorprendente. Sì, gli alieni hanno molte caratteristiche. In quanto emanazione della Sorgente che co-crea l'esistenza, tu sei il progettista della tua forma che è stata scelta come una delle donne più belle del mondo.
Siamo tutti alieni ma alcuni hanno più sangue neandrethal mentre altri hanno più sangue alieno. Immagino che, visto che sei una modella, tu sia alta. Quindi probabilmente sei uno dei "bianchi alti" anche se il tuo aspetto è più scuro a causa della mescolanza con gli umani. Sono gli Anunnaki. Anche i Neandrethal sono alieni, seminati qui sulla Terra. Sono anche super intelligenti. Non ci sono popoli indigeni sulla Terra. La vita è stata seminata da altrove.
Quali sono i tuoi problemi di salute? Tu sei un'anima in questa forma. Hai una grande intelligenza e bellezza, sia interiore che esteriore. Con la tua intelligenza che si connette al livello dello spirito e della tua anima, puoi curare le tue stesse malattie (essere a tuo agio) con la tua VOLONTÀ.
Cambia la tua prospettiva e scopri quanto sei fortunata. Passare ad un atteggiamento positivo, lontano da tutti gli atteggiamenti oscuri e dalle espressioni di tale oscurità, può alleviare e alla fine eliminare l'oscurità dalla tua vita. Riconosci la tua ombra, dentro e comunque si manifesti all'esterno. Dategli il dovuto credito come forza che vi ha ispirato a creare e risolvere, evolvere e diventare l'essere umano completo che ora amate pienamente. Questo è lo scopo dell'oscurità e del male: metterti nel viaggio dell'eroe. Dal momento che stai combattendo la malattia (è terminale), allora hai uno dei più grandi motivatori di sempre!
Esistono infinite cosiddette cure. La cura primaria è che tu avvolga la tua logica attorno a qualcosa che risuona con te. CREDICI (vivi-vivi). Allora ti renderai LIBERO per aiutare l'umanità. Abbiamo bisogno di tutto l'aiuto possibile. È ORA IL MOMENTO!
Grazie Maya per aver scritto.
Tanto amore, benedizioni e il più caloroso Aloha,
- Ninmah ~
Note:
1 - Susy Blady, La Dea che creò l'uomo - Uno Edizioni
2 - Julius Evola, Maschera e Volto dello Spiritualismo contemporaneo - Ediz.Mediterranee
3 - J. Krishnamurti - La via liberata, 1931
4 - R. Reininger, Nietzsche e il senso della vita - ed.Volpe 1971
5 - Cesare Della Riviera / Julius Evola, Il mondo magco de gli Heroi - Ediz.Mediterranee
6 - Zacharia Sitchin, Il libro perduto del dio Enki, Fabbri Editori
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