Quell'insaziabile fame di sapere
La contemplazione dei principi, silenzioso amplesso con la verità e la bellezza.
Paesaggio della Val Baganza
Mi rendo conto che più si cerca di conoscere e più si conosce la profondità della propria ignoranza! E' come tentare di raggiungere l'orizzonte: più lo insegui e più si allontana.
Forse non riuscirò mai a salire sull'Everest, ma anche solo con il salire sulla collina dietro casa, il paesaggio cambia notevolmente, e questa nuova prospettiva è già una grande conquista.
Penso che arriverà un momento in cui ci si dovrà arrendere, ci si dovrà arrendere al fatto che la conoscenza non è quantitativa e mentale, ma intuitiva ed emotiva.
Allora guardero' con nostalgia a tutti i libri accumulati sugli scaffali e alla polvere che li ricopre, allora serviranno più fotografie, più paesaggi, più sguardi compassionevoli!
Un giorno capiremo che tutte le risposte che cerchiamo sono già dentro di noi, sepolte in una memoria antichissima, ed il mondo che vediamo è soltanto uno specchio dove noi possiamo rifletterci per ricordare, scavare nella memoria... questa sarà la scoperta, questa sarà la conoscenza. Sapevamo già tutto, l'avevamo solo dimenticato.
Uno specchio, abbiamo bisogno soltanto di uno specchio.
A volte basta un pretesto che ci sproni, a scavare, a ricercare, a metterci sulle tracce quel tesoro sepolto, quell'oro, quella pietra filosofale, quel sacro Graal ... basta solo un pretesto, come può essere la passione per la fotografia, o la seduzione viscerale per la Natura Selvaggia.
