La cura
E' probabile che la tua mente non stia dentro al tuo cervello.
E' altrettanto probabile che il tuo pensiero sia una danza tra il tuo cervello, il tuo corpo ed il mondo.
Ci hanno sempre insegnato che tutto quello che riguarda noi stessi ci stà "dentro": la nostra mente, la nostra identità, la nostra memoria, i nostri pensieri, la nostra identità. Ma forse le cose non stanno proprio così, l'esperienza umana non è relegata o rinchiusa nel nostro corpo fisico. Diversi studi medici hanno dimostrato che il tessuto connettivo, che semplificando è materiale nervoso al pari della materia cerebrale, si estende per tutto il corpo, avvolgendo muscoli, organi ed ossa, ovvero il tuo cervello si dirama in tutto il tuo corpo, ben oltre la scatola cranica, pertanto non è affatto azzardata l'affermazione di "pensare con il corpo", ovvero si pensa anche con il copro, ed il corpo influenza il pensiero.
il pensiero è un sistema vivo, un campo dinamico che entra in relazione col mondo, vivere non è solo elaborare le informazioni, che riceviamo ma è uno stare posizionato nel mondo: ascoltare, apprendere e cambiare in un flusso continuo. In questo modo creiamo una coscenza, che non è una cosa che stà posizionata al centro di noi stessi, ma è un campo di energia mentale che si estende ed interagisce col mondo esterno. Una continuità fluida tra interno ed esterno, dove i confini sono labili, illusori, transitori. Una struttura dinamica.
immagina il tuo pensiero come fesso un liquido, come fosse l'acqua del mare, ed il tuo cervello è come una spugna gettata nel mare, inzuppata, instrisa d'acqua, ovvero di pensiero, la stessa acqua che stà dentro stà fuori, se cambia qualcosa nel mare, cambia anche nella spugna, il vostro cervello riceve i pensieri e poi li elabora e li organizza, ma essenzialmente potremmo dire per assurdo che più che pensare, il nostro cervello è pensato. La nostra mente si estende ben al di là del nostro cranio, quando siamo sulla cima di una montagna, la nostre mente è intrisa letteralmente dal cielo, quando siamo in un bosco, il nostro cervello è inzuppato letteralmente dal "pensiero", dall'attavvità vibrazionale degli alberi... e se questo può sembrare un po' inquietante, è allo stesso tempo entusiasmante perchè la consapevolezza di queste interazioni cambia la prospettiva ed il rapporto con cui ci poniamo nel mondo, e cambia radicalmente, come cambia radicalmente il concetto di "noi stessi".
In base a queste considerazioni, cambia radicalmente il modo di concepire la realtà che ci circonda, quando con i tuoi occhi guardi il mondo non stai guardando un universo completo e definito che stà di fronte a te, stai partecipando alla sua costruzione costante attraverso la tua esperienza, la tua memoria e la tua coscenza. Il mondo non è un costrutto esterno fisso e dato, ma è un dialogo costante tra quello che stà fuori e quello che stà dentro di te, questo dialogo crea ed organizza il pensiero, la coscenza e la materia.
L'idea di un sè rinchiuso e prigioniero di un corpo fisico è forse da rivedere, è sicuramente riduttiva dell'essere umano e forse è funzonale ad un certo stato di cose che ci vuole piccoli ed insignificanti esserini in un universo infinito ed indifferente! Forse è il momento di scrollarci di dosso queste deleterie concezioni ed iniziare ad aprire la nostra mente ad un dialogo più sincero e profondo con il mondo.
Non so se ci avete fatto caso, ma in questi ultimi anni si fa abuso della parola "terapia": non si va più a fare una passeggiata nelbosco ma si va a fare il bagno di foresta terapeutico, si va a correre per fare cardio, si fa musicoterapia, si fa pet-therapy, fioriscono ogni giorni nuove terapie a destra e a manca, come se fossimo tutti malati ed avessimo un bisogno spasmodico di curarci. Forse è così, ma penso che la malattia non sia tanto fisica, la malattia potrebbe essere proprio questa: un dialogo interrotto, una disconnessione, un rinchiudersi in sè stessi come se esistesse un dentro ed un fuori antagonisti!
La malattia è questa disconnessione dal cosmo e da noi stessi, vivendo identità che non ci appartengono. Da qui il bisogno di grandi medici, grandi psicologi e grandi nutrizionisti.
Ecco i miei personalissimi consigli, ecco gli specialisti che mi sento di raccomandarvi:


