M y c e l i u m

IL FIABESCO REGNO DEI FUNGHI


Premetto che non sono ne un intenditore ne un cercatore di funghi, ma rimango sempre incantato dalla bellezza e dalla profusione di forme e di colori che la natura sa esprimere. Camminando nel bosco, sono rimasto molto colpito dall'incontro con questa "creatura" sconosciuta, che poi ho scoperto essere un fungo riccio (Hydnum repandum), noto anche con il nome poco invitante di "loffa del lupo" , incontrato passeggiando in autunno nelle faggete dell'alto appennino modenese. E prendendo questa fotografia come pretesto, l'occasione è ghiotta per spendere due parole su questo misterioso regno.



Vi aspetterete ora che vi parli della ricerca dei funghi, che vi sveli qualche segreto per trovare dei grassi porcini, che vi fornisca qualche indicazione geografica, magari una traccia GPS, o vi suggerisca qualche succulenta ricetta, ma mi dispiace deludervi, niente di tutto questo.

Però si, un grande segreto ve lo posso svelare, il segreto dei segreti, tratto nientemeno che dalla bibbia del buon fungaiolo: non occorre alzarsi dal letto alle quattro del mattino, macinare chilomeri di asfalto, e fare sfiancanti camminate nel bosco pieno di insidiosi pericoli per trovare queste leccornie, potete tranquillamente alzarvi alle otto e mezzo e, dopo una sana colazione, alle nove di solito i supermercati aprono: li in tutta comodità e sicurezza, facendo un'escursione tra gli scaffali, troverete di cui saziarvi !

Scherzi a parte, capisco tutte le passioni, ma quando parli con qualcuno e dici che ti piace la montagna, la prima cosa che ti senti rispondere è "a si montagna, funghi, polenta, capriolo" e probabilmente costoro non sanno nemmeno che la polenta e il capriolo che mangiano nei rifugi di alta quota è fatta in fabbrica nelle grandi città di pianura, e portata fin lassù con gran dispendio di carburante ! Non mi esprimo sui funghi, io lavoro nei trasporti, e leggo le bolle... !


IL REGNO DI MEZZO

Tutti parlano dei funghi con l'acquolina in bocca e gli occhi luccicanti di avidità, ma pochi parlano del fascino che queste creature riescono ad emanare, con le loro forme sinuose ed eleganti, ed i colori fantasmagorici, alcuni addirittura luminescenti al buio, non a caso i funghi rientrano sempre, anche come simboli ed immagini, nelle illustrazioni che hanno a che fare con le fiabe, le leggende, le fate, gli gnomi o i mondi soprannaturali, le dimensioni più sottili, le realtà intermedie.



Giustamente definito il "regno dei funghi", perchè di regno si tratta, queste creature non appartengono ai vegetali, anche se a questi vengono spesso erroneamente accomunati, ne agli animali, tantomeno ai minerali, sono un regno a sé, una forma che stà nel mezzo, possiamo dire una forma di intermediazione tra regni diversi, che ne permette l'interscambio e la comunicazione.

I funghi infatti si differenziano dal mondo vegetale per alcuni fattori, in primis quello di non produrre la clorofilla, e a differenza dei vegetali che si nutrono di sostanze inorganiche, i funghi si nutrono di sostanze organiche, ossia prodotte da altri esseri viventi, a volte degli stessi esseri ancora viventi o di altri funghi, e questo li accomuna al regno animale. Il fungo quindi svolge anche un'importante attività di riciclo e rigenerazione della materia morta, restituendo al terreno elementi inorganici che servono come nutrienti per gli alberi. Sono quindi un importantissimo anello nello svolgersi dei cicli della vita: partecipano attivamente ad un principio fondamentale della fisica: nulla si crea e nulla si distrugge, "ma tutto io trasformo" direbbe un fungo se interpellato !

Ma come ogni forma di energia, anche qui ne esiste il lato oscuro, ogni cosa in natura è controbilanciata, ed esistono funghi nocivi e parassiti, che arrivano ad uccidere il loro ospite. Ma esistono altresì funghi che sanno offrire anche all'uomo preziose sostanze medicinali, rinvigorenti ed energetiche, sostanze conosciute fin dall'antichità, il famoso ganoderma lucidum ne è un buon esempio. Se questi funghi hanno capacità curative e benifiche sull'organismo umano, niente ci vieta di pensare che possano avere altrettanti effetti sugli animali e sugli alberi, azzardo che potrebbero pertanto avere qualche funzione simile anche nell'ecosistema del bosco.

E' questo un regno misterioso ed ancora tutto da scoprire, non fosse altro che si stima approssimativamente l'esistenza di circa un milione e mezzo di specie fungine, delle quali ottantamila studiate e conosciute, ovvero solo un misero 5 per cento!

Ebbene, questi spettacoli che escono dal terreno, che fanno bella mostra di sé, che ci colpiscono per la loro elegante e sinuosa bellezza, sono in verità solo una piccola parte di organismi ben più vasti e che si estenono sotto il terreno, il fungo vero e proprio infatti è un organismo, detto micelio, che vive nel sottosuolo ed è formato da una miriade di filamenti detti ife, quello che esce dal terreno e che noi chiamiamo fungo, è l'apparato fruttifero di questo essere, è l'apparato riproduttivo, è la sua evidente "erezione" che esce dal terreno per spargere le sue spore, per riprodursi, ed i funghi possono farlo in molti modi diversi, ad esempio sbuffando nell'aria una nuvoletta di spore, una vera e propria eiaculazione aerea, altre specie emanano sostanze odorose che attirano gli insetti i quali poi trasporteranno lontano le spore che gli si sono appiccicate addosso, come fanno i fiori con le api, altri ancora sfruttano il vento, le acque o altri animali. 



In questa bellissima immagine, che ho trovato sul web, si nota benissimo la vera forma del fungo, si tratta di un fungo fatto cresere in una ciotola di vetro contenente una soluzione gelatinosa naturale di agar-agar, questa spettacolare immagine mostra la vera forma del fungo, ben diversa da quella che sbuca in superficie e alla quale noi siamo abituati, pensando che soltanto quello che vediamo sia il fungo !

L'analogia con l'apparato riproduttivo umano maschile non è nemmeno tanto velata, mettendo un attimo da parte la decenza, possiamo dire che i funghi sono i cazzi del bosco ! In altri termini, i funghi che vediamo nei boschi sono una manifestazione di quell'energia divina onnipresente che gli antichi chiamavano Eros, il dio dell'amore e dell'energia vitale, il motore creativo, e distruttivo, dell'universo. Se ci fate caso, ogni energia nell'universo ha questa duplice valenza, creatrice e distruttrice, vitale e mortale, è tutto un processo in perenne divenire, indissolubile ed inarrestabile !

L'enorme intrigo filamentoso che stà sotto il terreno costituisce una fitta rete, e potrebbe essere usata dagli alberi per comunicare, possiamo percepire il bosco non tanto come una comunità di alberi, ma come un organismo unitario, con una sua coscienza, e la rete filamentosa nel sottosuolo, i funghi, ne costituiscono il tessuto connettivo. Recenti studi scentifici confermano che gli alberi possono comunicare tra loro, e lo fanno, scambiandosi informazioni tramite i funghi stessi e regolando la loro diffusione, in questo modo gli alberi sono consapevoli dell'arrivo di un pericolo o di un evento avverso, e per quanto possibile cercano di reagire, anche collaborando tra di loro, si comportano o si adattano sulla base di queste informazioni, per esempio secernendo particolari sostanze piuttosto che altre, e cercando anche collaborazioni e alleanze con altri viventi, come i funghi stessi o gli insetti. I funghi quindi contribuiscono a questo vitale scambio di informazioni, ma non solo, oltre ad essere parte del processo di comunicazione, collaborano attivamente anche con gli alberi per fronteggiare opportunamente i problemi che si presentano.

E nel quotidiano, i funghi si prestano come intermediari tra i vari regni vegetale, animale e minerale, infatti scompongono e trasformano in risorse alimentari quelle sostanze che per altri sono solo scarti, rifiuti, come il legno morto, e al termine di questo processo restituiscono al terreno alcuni elementi minerali indispensabili agli alberi per la loro crescita, nasce quindi spesso una vera e propria simbiosi tra alberi e funghi, dove questi ultimi avvolgono letteralmente le loro radici, e in un certo senso "predigeriscono" il terreno per le necessità dell'albero stesso.

Il bosco quindi ben lungi dall'essere solamente un insieme di alberi, è un organismo che si comporta come se ci fosse una coscienza ad accordarne ed orchestrarne tutta la sua vitalità! Il bosco ha una sua energia, ha un suo spirito, e quando noi entramo nel bosco, gli alberi ci percepiscono, e secondo alcuni pensatori e studiosi, non solo ci percepiscono e reagiscono a noi, ma ci "leggono" dentro, capiscono la nostra natura, sentono la nostra anima, forse meglio di quanto sappiamo sentire noi stessi, e se siamo disposti nel giusto stato d'animo, dialogano con noi. 


Una bella immagine questa sopra di Gwynedd Hudson del 1922, creata per illustrare "Alice nel paese delle meraviglie". Dove c'è magia e meraviglia, dove si vuol rappresentare un altro mondo, dove si trova una "porta" per attraversare le dimensioni o i limiti del "reale", spesso ritroviamo delle belle illustrazioni di funghi. 



Nel bosco si intersecano e interagiscono quindi diversi regni, diverse realtà, per questo è sempre stato considerato, ed è, un luogo magico, ed i funghi sono parte di questa magia, anche in virtù delle proprietà allucinogene e visionarie di alcune specie: molte popolazioni tribali passate e presenti, gli sciamani, i druidi, le streghe, sanno usare queste sostanze, questi funghi, che permettono di avere visioni ed esperienze fantasmagoriche, si tratta in definitiva di entrare in contatto con altre realtà, con altre dimensioni, con altre entità, ed i funghi, se adeguatamente conosciuti e sapientemente utilizzati, costituiscono le chiavi per aprirne le porte, per costruire un ponte tra le dimensioni, tra i regni, ed anche qui si rivela il loro carattere di interscambio, di connessione, di comunicazione.

Il fungo può essere preso anche ad esempio di comportamento virtuoso, una sorta di piccolo maestro spirituale di vita e di libertà, il fungo infatti è un artista del metabolismo, un maestro della trasformazione, e tutte le dottrine esoteriche e spirituali assegnano un grande valore alla trasformazione, le nostre stesse vite dovrebbero essere un processo di trasformazione che, partendo dalla vile materia, dai bassi istinti, ci porta a conquistare le vette del pensiero e dello spirito, per giungere alla comprensione, alla rivelazione. Il fungo ce ne da un piccolo, silenzioso, elegante esempio: sfugge e tutte le nostre classificazioni, ne vegetale, ne animale, ne minerale, e nonostante tutti i grandi progressi nel campo scentifico e tecnologico, ancora non siamo riusciti a addomesticarlo, sono pochissime infatti le specie che si riescono a coltivare, la maggioranza dei funghi non crescono in cattività, sono esseri liberi e ribelli e non si assoggettano tanto facilmente alle nostre logiche.

Sono in corso studi ed esperimenti avanzati che utilizzano i funghi per ottenere dei materiali per gli usi più svariati, che spaziano dalla depurazione delle acquie, all'eliminazione di sostanze tossiche, finno alla realizzazioni di materiali con proprietà e usi simili alla plastica, al cuoio, alla carta e al cartone, e possono essere impiegati in edilizia, nelle pavimentazioni, negli imballaggi ed in innumerevoli altri campi, con una caratteristica unica: questi materiali fungini, essendo vivi, hanno le straordinarie capacità di autoripararsi ed autorigenerarsi ! Un futuro ancora tutto da immaginare insomma, un futuro in armonia con la natura che sembra essere possibile grazie anche a questi insospettabili alleati: i funghi ! ( per approfondire >>> )

Dobbiamo guardare con ammirazione questi piccoli esseri perchè, per quanto piccoli, fanno grandi cose e hanno molto da insegnarci. Per questo non capisco la sistematica distruzione di ogni fungo non commestibile che disgraziatamente capiti sotto tiro a certi personaggi oscuri che vagano per i boschi: capisci subito che è passato un fungaiolo della peggior specie dalla miriade di funghi straziati che vedi sparsi tutt'attorno ! Sembra quasi lo sfogo disperato di una rabbia esistenziale repressa, uno sfregio alla bellezza, un affronto al disegno della natura, o forse una stupida ripicca verso ciò che non si riesce a capire, uno sfoggio di ignoranza insomma. Questo mi fa un po' intimamente vergognare di appartenere al genere umano !

Dopo tutto quello che abbiamo raccontato sui funghi e sul bosco, che fondamentalmente sono solo degli input da approfondire, ora solo una piccola domanda: davvero credete che tutto questo sia nato per caso da un'esplosione ?


Clicca sull'immagine qui sopra per accedere all'album fotografico sui funghi >>> 




HO VISTO !

Ho visto con i miei occhi stradine fangose di montagna stuprate da una miriade di mega automobili, con le loro carrozzerie tirate a lucido, pavoneggiarsi come fossero in mostra in via Cavour; ho visto con i miei occhi orde di persone possedute muoversi nel bosco come zombie, sguardo perso nel vuoto, e quando li incontri la prima cosa che ti dicono, se si degnano di alzare lo sguardo, non è buongiorno, ma "trovato qualcosa?" .... si vorrei rispondere, ho trovato me stesso ! Perchè io nel bosco mi ritrovo sempre, è la mia dimensione, perdermi nell'intrigo, smarrirmi nei silenzi, nel fruscio del vento o nel borbottio di un torrente, almeno fintantochè non incontri qualcuno che ti riporta bruscamente alla triste realtà ! Io non vado in montagna per cercare o per fare qualcosa, vado per solo per stare bene, perchè mi piace la Natura, e il bosco è il mio elemento, mi ci ritrovo sempre. Ma per fortuna il bosco ha una grande risorsa: la vastità ! E' grande, c'è posto per tutti, e con un po' di fortuna puoi anche camminare per intere giornate senza incontrare nessuno ! Sono immersioni rigeneranti, ce n'è bisogno, come l'aria per respirare.

Ho visto con i miei occhi persone avventarsi fameliche su una piccola bacca scovata nel bosco, come fossero giorni che non mangiano! Non che ci sia nulla di male in questo (forse), non è il gesto in sé a lasciarmi un po' interdetto, ma la psicologia che ci stà alla base. Dicono alcuni studiosi che gli uomini primitivi erano cacciatori e raccoglitori, e poi c'è stata "l'evoluzione", dicono sempre delle voci, io invece vedo piuttosto un'involuzione: credo che gli uomini dell'antichità avessero un religioso e naturale rispetto per la natura, doveroso, ma di un dovere che non ti pesa perchè quando entri in un bosco, se sei connesso, la percepisci questa energia sacra, e la percepisci come estensione di te, come incontro con il te stesso più profondo. Ma gli uomini di oggi sono fuorviati da un ossessivo lavaggio del cervello mediatico e culturale, e la natura e il bosco li vedono solo in un'ottica utilitaristica, come luoghi da depredare, sia materialmente che spiritualmente, riducendo il tutto ad una sorta di parco divertimenti (il tanto famigerato sport ha un ruolo fondamentale in questo, è il luogo dove nidifica il pernicioso spirito competitivo, propedeutico al funzionamento di questo modello sociale fossennato).

L'uomo non si è evoluto, si è involuto, trasformandosi da cacciatore/raccoglitore spirituale in predone senza anima, la storia andrebbe riscritta!

Ho visto, e mi è bastato!

E per favore, non leggete in chiave polemica le mie parole, io racconto solo il mio modo di essere, spesso guardo il mondo degli umani e non mi ci riconosco, tutto qui. Come sicuramente è vero il contrario, chi guarda me probabilmente vede un animale un po' strano, ognuno è libero di essere ciò che crede, e la libertà è sacrosanta per tutti. Questo sito è il mio spazio personale che mi sono ritagliato per esprimere le mie idee, non è mia intenzione ne compiacere ne criticare nessuno, ne ambisco a piacere a tutti, anzi... !




Quando vado in un bosco, non vado mai per cercare qualcosa, e quando trovo i funghi, non mi soffermo mai sul pensiero se sia o meno commestibile, ne ammiro la bellezza, e basta, al limite lo fotografo, se le condizioni lo permettono, come gesto di ammirazione.

Entro sempre con rispetto nel bosco, in punta di piedi, facendo piano per non disturbare, sperando di essere benevolmente accettato in quella comunità di energie e di anime ancestrali. Sento di essere entrato in uno spazio sacro, dove è giusto che le logiche dell'umana mentalità vengano dimenticate fuori, almeno noi moderni che ce lo possiamo permettere, non essendo spinti da incombenti necessità materiali. Non vado nel bosco per fare o cercare, vado solo per "essere", perchè mi piace, perchè ci stò bene, e mi attardo sempre- Man mano che scende la sera, l'atmosfera si fa più misteriosa e seducente, in modo quasi palpabile, sulla via del ritorno ogni mio passo si fa più lento del precedente, come se il bosco cercasse magneticamente di trattenermi, come se io non volessi lasciarlo, approfitto sempre fno all'ultimo minuto di luce, ed anche oltre.

Le fotografie che scatto sono una mia personale forma di ringraziamento per tutto quello che ricevo.