QUANDO IL QR CODE NON ESISTEVA

04.02.2022

Una bella e significativa immagine di  Dorothea Lange, grande fotografa americana nata a Hoboken in New Jersey il 26 maggio del 1895.

E' una fotografia molto attuale nel suo messaggio: ritrae una giovane copia di agricoltori, poveri ed emarginati dalla società, raccoglitori di piselli , persone dalla vita semplice e frugale ma dignitosa, persone belle che sorridono, lui mostra con orgoglio un bel fisico prestante e scolpito, la compagna sullo sfondo sfoggia probabilmente uno dei suoi abiti migliori, pulito e ben stirato.

Ma il particolare che forse non tutti colgono al primo sguardo, è il numero tattuato sul braccio del giovane, e dopo le esperienze dei campi di sterminio, sfido chiunque a guardare con innocenza e superficialità un codice numerico impresso su un corpo umano !  Quello era il codice della previdenza sociale in America, impresso sul braccio per facilitare il riconoscimento del "soggetto" ,  non più persona quindi, non più una vita, un individuo, ma un numero, un semplice numero impersonale, senza carattere, senza storia, senza nulla di tutto quello che caratterizza una vita, una dignità.

Un numero anonimo, una fredda sequenza di cifre, un calcolo che anche una macchina può eseguire, in modo automatico ed impersonale. Oggi le persone non sono più considerate un numero, oggi la tecnologia ha fatto passi avanti, ora esiste un disegnino, un codice, un quadratino, come diceva un mio vecchio compagno di lavoro: "cambiano i suonatori, ma la musica è sempre la stessa" ... ed io aggiungerei  che oggi questa triste musica viene suonata ad una platea di sordi !

La brava Dorothea con questa immagina ricca di poesia e di delicatezza, riesce a far passare in secondo piano il codice impresso sul bicipite, restituendo dignità e umanità a questa bellissima copia di giovani innamorati, quella dignità sacra della vita che il codice vorrebbe  cancellare e rendere uguale a tante altre migliaia di numeri, dove cambia solamente una cifra.

Quel codice, quel quadratino, stà diventando per me un nemico, un odioso simbolo di una modernità che mi fa rimpiangere l'homo sapiens, almeno lui era libero, ed era in contatto diretto con le forze ed i misteri della vita, del cosmo e della Natura, e non aveva la presunzione che hanno tanti di noi oggi: quella di avere la verità in mano ! 

Il dubbio è la mia fede, sempre !

La fotografia non è e non deve essere solo uno sterile esercizio estetico, la fotografia con la F maiuscola serve anche a questo, soprattuto a questo: a pensare, a rivivere, a guardare al passato per immaginare il futuro, a ricordare le lezioni della storia, ad affinare la nostra empatia, per immedesimarci nelle storie e nelle vite di altre persone, per imparare, imparare, imparare ...