urban & street photography

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La città è una sorta di giungla d'asfalto, però a differenza della giungla naturale, nella quale puoi ritrovare te stesso attraverso il contatto con la Natura e puoi liberarti, in tutti i sensi, fisicamente e mentalmente, da stress ed ansie, nella giungla urbana rischi invece di perderti e sicuramente ti avveleni, nel corpo e nell'animo, almeno per quanto riguarda il mio personale modo di essere, ma ammetto di avere un carattere molto particolare, ed in fondo queste sono le solite banalità che si dicono sul vivere cittadino.

Può essere molto bella, seducente, variopinta, eccitante e divertente la città, ma va presa a piccole dosi, e bisogna tenersi sempre una via di fuga a portata di mano. E' un territorio di contrasti, anche molto forti, d'altronde anche la Natura ci pone dinnanzi a contrasti altrettanto forti, ma mentre Madre Natura ci vuole nudi dinnanzi ad essa, ovvero non possiamo fingere di essere diversi da quelli che siamo, in città invece possiamo recitare un ruolo, nasconderci, e crearci in un certo senso una realtà su misura, fittizia però, che può portarci alla deriva, facendoci vivere una vita finta, ed è questo che intendo con il "perdersi".

La Natura ha le sue leggi, che per quanto crudeli, sono leggi cosmiche che perpetuano la vita attraverso l'armonia e la ciclicità, pertanto anche quello che potrebbe sembrare "male", in Natura è una condizione necessaria per generare un bene. In città invece vigono esclusivamente leggi umane, negli intenti potrebbe essere la costruzione un mondo ideale che tende al bene, ma chiunque di voi può testimoniare che non è proprio così idilliaca la vita in città, ed il "male" in tutte le sue mille sfumature, è "umanamente" fine a stesso, non necessario, evitabile, pertanto è male e basta, senza alcuna giustificazione.

Ma mettiamo ora da parte queste considerazioni meta-filosofiche, che hanno poco a che fare con il carattere fotografico di queste pagine: per parlare della città in modo positivo, prendo spunto dal mio vissuto quotidiano e dal mio modo di muovermi in essa. 

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da tempo ormai mi muovo in bici (macchina/volgarità/ aggressività/estensione del proprio ego/finta libertà)

caratteristiche: arte/architettura/mezzi di trasp

fascino ambiguo della notte

la città è un animale subdolo, bastardo, come una droga, se ci stai troppo, ti abitui alle brutture e non le vedi più, assuefatto, e finisce con il piacerti, ma alla lunga poi ti distrugge

città e natura selvaggia: personalmente sento il bisogno di entrambe le cose, non voglio allontanarmi troppo, ma non voglio farmi coinvolgere più di tanto.

in città paradossalmente puoi sentirti solo, in un bosco non provo mai solitudine - in città non mi sento mai completamente al sicuro, o tranquillo, in un bosco sono in pace e dimentico ogni preoccupazione

mi muovo alla ricerca della natura selvaggia in città, quella che fa caparbiamente capolino fra le crepe della nostra civiltà

città ricche di storia, stratificazioni (link chiese di parma)

dal punto di vista fotografico, la città è un seducente teatro, dove va in scena lo spettacolo della vita umana, con le sue ricchezze e le sue miserie

link i muri raccontano


The city is a sort of asphalt jungle, but unlike the natural jungle, in which you can find yourself through contact with Nature and you can free yourself, in all senses, physically and mentally, from stress and anxieties, in the jungle urban instead you risk losing yourself and surely you poison yourself, in body and soul, at least as regards my personal way of being, but I admit I have a very particular character, and basically these are the usual platitudes that are said about living in cities.

The city can be very beautiful, seductive, colorful, exciting and fun, but it must be taken in small doses, and you must always keep an escape route at hand. It is a territory of contrasts, even very strong ones, on the other hand also Nature places us in front of equally strong contrasts, but while Mother Nature wants us naked in front of it, that is we cannot pretend to be different from what we are, in the city instead we can play a role, hide, and create for ourselves a made-to-measure reality, fictitious however, which can lead us to drift, making us live a fake life, and this is what I mean by "getting lost".

Nature has its own laws, which however cruel, are cosmic laws that perpetuate life through harmony and cyclicality, therefore even what might seem "bad" in Nature is a necessary condition to generate good. In the city, on the other hand, there are exclusively human laws, the intent could be the construction of an ideal world that tends towards good, but anyone of you can testify that life in the city is not exactly so idyllic, and the evil in all its thousand shades, is "humanly" an end in itself, unnecessary, avoidable, therefore it is just evil, without any justification.

But now let's put aside these meta-philosophical considerations, which have little to do with the photographic character of these pages: to talk about the city, I therefore take inspiration from my daily life and my way of moving around it.