Il mascalzone di Maurice Bardèche

17.01.2024

Parole profetiche dai lontani anni sessanta 



L'altro giorno mi son comprato su ebay un vecchio libro usato che mi aveva incuriosito. appena ricevuto lo apro a caso per curiosare, e leggo subito queste parole che mi lasciano letteralmente basito, vista la loro attualità ed il loro calzare alla perfezione alle dinamiche che stiamo vivendo in questo periodo. Viene spontaneo pensare che, al di là delle apparenti evoluzioni, il mondo continui e abbia continuato a "funzionare" sempre secondo i medesimi meccanismi, non v'è altra spiegazione.  Cambiano i giocatori, ma il gioco è sempre lo stesso.

"Qesto universo morale fluido, amorfo, senza frontiere non trova fonte d'ispirazione e forza che nell'odio ispiratogli dalla salute e dall'energia. Il fanatismo intellettuale sveglia questi esseri inerti, divisi fra l'estasi ed il terrore. E' la loro droga, li ritempra come le acque del battesimo, li unisce come in una messa, ridà loro qualcosa di umano. 

Questi medesimi spiriti indecisi, così guardinghi nei loro giudizi, così tolleranti, sono implacabili quando si tratta dei loro avversari, vale a dire della razza d'uomini di cui aborrono la natura e perfino l'esistenza. Tutti meritano l'indulgenza, salvo l'essere profondamente immorale e depravato che non sente come loro. 

Questi è un asociale, un demente e si deplora di vederlo in libertà. E' sfuggito alla vaccinazione della "coscienza collettiva": si domanda quale cura potrebbe essergli applicata per dissolvere, alla fine, la sua irriducibilità. Questo essere irriducibile può avere una vita privata irreprensibile, il suo carattere può essere , sotto certi aspetti, stimabile, nondimeno è un mascalzone, anzi è il mascalzone

L'odio contro il mascalzone è obbligatorio. Fa parte del "bello ideale" moderno, ne costituisce la nervatura, il tronco rachideo, intorno a cui tutto si ordina. Si hanno tutti i diritti, tranne quello di essere il mascalzone. L'indulgenza, la comprensione di cui si è prodighi per tutti i delitti e tutti i vizi sono assolutamente proscritte, non riguardo agli atti, ma semplicemente riguardo alla semplice esistenza del mascalzone

Il giovane pensatore gregario è in genere indignato dalla pena di morte, fa voti perché venga abolita: salvo in politica dove gli sembra venga applicata troppo raramente. 

Il mascalzone, una volta che sia stato scoperto, dovrebbe essere abbattuto, soppresso con una puntura, o almeno chiuso in manicomio e sottoposto ad una triplice doccia quotidiana. 

Il mascalzone è, beninteso, colui che non accetta nelle sue conseguenze il regno del progresso sul mondo e specialmente la regalità dell'uomo gregario, ma che dimostra nella sua condotta, con una riflessione cattiva, con un semplice gesto, che il coraggio, l'energia, la fierezza non gli sono sentimenti del tutto sconosciuti".

Il libro in questione è  SPARTA E I SUDISTI di Maurice Bardèche, pubblicato in Francia nel 1969 e tradotto in Italia nel 1970 dalle edizioni Il Borghese con il titolo  "Fascismo '70 " .

Ho come l'impressione che la storia ci abbia raccontato un po' di fandonie e ci abbia bellamente preso in giro, dipingendoci un'idea di libertà un po' distorta. 

E' un libro denso, sarcastico, caustico, che non lascia indifferenti, non può non far discutere, non far nascere una valanga di pensieri e riflessioni, una valanga di domande dalla difficile risposta. Sicuramente esce dal banale.

Ad ognuno poi  e sue considerazioni.